BELGIUM-EU-ECONOMY-PRESSER

Una buona e una cattiva notizia per il governo di Matteo Renzi. Infatti, la commissione Ue ha concesso all’Italia un anno in più per il rientro di bilancio, così come aveva richiesto l’esecutivo, ma dall’altra parte, per rispettare la “regola del pareggio di bilancio” ha “consigliato” un intervento “già nel 2014” sui conti pubblici.

Erano attese per lo scorso 2 giugno le “raccomandazioni” per i singoli stati in materia di bilancio economico. Chi paventava la possibilità che l’Europa chiedesse una manovra correttiva dei conti pubblici nostrani non è andato lontano dalla verità. L’Italia deve “rafforzare le misure di bilancio per il 2014” visto lo “scarto” nel rispetto della “regola di riduzione del debito” e “nel 2015 deve operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio” per poter “assicurare che il debito sia su un percorso di discesa sufficiente”.

Nelle  raccomandazioni al nostro paese si leggono i motivi che hanno portato la commissione a questa valutazione. Infatti, nel documento si dice che ”alla luce dell’emergere di uno scarto rispetto ai requisiti del patto di stabilità e crescita, in particolare alla regola della riduzione del debito, stando alle previsioni di primavera 2014 della Commissione”.

Bruxelles chiede inoltre per il prossimo anno di ”operare un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio al fine di garantire il rispetto del requisito di riduzione del debito, per poi assicurare un percorso sufficientemente adeguato di riduzione del debito pubblico’‘.

Detto in parole povere per rispettare il famoso “fiscal compact” ovvero il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo, è necessario che l’Italia inizi a ridurre il debito pubblico. Infatti, il Fiscal Compact, che non prevede sic et sempliciter che il nostro debito venga ridotto di 50 miliardi di euro l’anno, prevede che gli stati con un rapporto tra debito pubblico e Pil superiore al 60% inizino un percorso di risanamento – secondo particolari parametri economici e finanziari  tali da rendere evidente che il percorso di riduzione del è realmente in corso. Insomma è necessario rispettare dei benchmark

Inoltre al nostro paese è richiesto di ”portare a compimento l’ambizioso piano di privatizzazioni; attuare un aggiustamento di bilancio favorevole alla crescita basato sui significativi risparmi annunciati che provengono da un miglioramento duraturo dell’efficienza e della qualità della spesa pubblica a tutti i livelli di governo, preservando la spesa atta a promuovere la crescita, ossia la spesa in ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e progetti di infrastrutture essenziali”.

A quanto riportano le agenzie inoltre è stata evitata solo all’ultimo minuto la bocciatura della richiesta italiana di far slittare di un anno il pareggio di bilancio. A quanto si legge la frase e’ stata infatti cancellata dal testo delle raccomandazioni rese note dalla Commissione Europea su iniziativa del commissario italiano Antonio Tajani

L’Italia è chiamata inoltre a garantire una migliore gestione dei fondi Ue con un’azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale specialmente nelle Regioni del Mezzogiorno”

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