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Il primo fuoricampo in prima squadra è un po’ come il primo amore: non si scorda mai. Alberto Fossa, diciotto anni ancora da compiere, aveva dimostrato di avere la battuta lunga nel suo dna: da quando gioca in serie A, stagione 2011, ha messo a segno 19 doppi su 139 ab andando anche vicino alla battuta oltre la recinzione. Nel derby con l’Oltretorrente, su una dritta interna e sotto 2-1, è finalmente arrivato spingendo la Farma sul 4-2 con l’illusione di una vittoria: «E’ dalla prima partita in serie A che ci penso. Sono andato per fare un buon contatto e poi la palla è andata fuori. E’ stata un’emozione forte  e una bella soddisfazione perché era una situazione tesa, siamo andati in vantaggio e c’era la sensazione di poterla vincere». Alberto è figlio d’arte nonché di coach: «In certi momenti è un po’ complicato perché capita che ci siano discussioni a casa; forse sarebbe più semplice se fosse solamente un genitore ma ne sa molto più di me per cui è sempre utile». Obiettivo a medio termine: superare, appunto, papà Giovanni nel numero di fuoricampo: «Sicuramente» sorride «Sarà una cosa molto bella». La prossima battuta “da sparecchiare”, però, è quella “collegiale”: Alberto è alle prese con l’esame di Stato al Collegio Europeo, indirizzo scientifico: «Sì, speriamo di fare un fuoricampo anche qui». Il sogno di ogni ragazzo, ça va sans dire: «Mah, quello di giocare in Major League. E’ molto difficile da raggiungere ma se uno ha  fiducia e volontà di riuscire, chissà … ».

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