careige

Lo scorso 22 maggio la Guardia di Finanza di Genova ha arrestato sette persone per una presunta truffa alla Carige, banca di Genova. Tra loro ci sono Giovanni Alberto Berneschi, ex presidente di Carige e vicepresidente dell’associazione delle banche italiane (ABI) attualmente ai domiciliari, sua nuora Francesca Amisano e Ferdinando Menconi, ex amministratore delegato dell’assicurazione Carige Vita. I sette arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, truffa aggravata, riciclaggio e intestazione fittizia di beni: presunti reati commessi tra il 2000 e il 2006. La Guardia di Finanza avrebbe anche sequestrato 22 milioni di euro tra conti correnti e titoli. L’attuale presidente di Carige Castelbarco Albani ha già annunciato che la banca “si costituirà parte civile”.

Secondo le indagini, gli arrestati si sarebbero arricchiti ai danni della banca attraverso una serie di operazioni immobiliari che passavano attraverso le compagnie assicurative controllate. Scrive La Stampa:

“Secondo l’accusa, tramite perizie supervalutative, le società di cui facevano parte alcuni indagati si auto-vendevano o se si vuole si auto-acquistavano immobili o quote societarie e il denaro recuperato in eccedenza veniva ripulito e riciclato a favore di quelli che gli inquirenti hanno identificato come i capi di un vero e proprio comitato di affari: Berneschi e Menconi”.

Le truffe contestate sarebbero in particolare due: la prima riguarda Carige Vita, che avrebbe acquisito dalla IHC srl (società immobiliare) la partecipazione della IH Roma Srl proprietaria degli alberghi Hotel Mercure di Milano e Hotel Pisana di Roma al prezzo di 70,5 milioni di euro. Questa cifra risulterebbe il 50 per cento superiore al valore reale. I profitti della compravendita sarebbero poi stati riciclati attraverso società estere e utilizzati per comprare l’hotel Holiday Inn di Lugano. La seconda operazione coinvolge la società svizzera Balitas Sa: Carige Vita avrebbe acquisito la quota di una controllata (Assi 90 srl) al prezzo di 5,6 milioni di euro, cifra di 45 volte superiore al prezzo reale di mercato.

Berneschi ha 77 anni e per 25 è rimasto ai vertici della banca, fino allo scorso settembre quando, dopo un’indagine di Bankitalia che aveva chiesto un aumento di capitale da 800 milioni di euro, non era stato confermato nel suo incarico (così come il suo vice Alessandro Scajola, fratello di Claudio, ex ministro del PdL attualmente in carcere). Berneschi era entrato nella Cassa di Risparmio di Genova e Imperia (come si chiamava fino al 1991 quando divenne Carige) come impiegato amministrativo quando aveva vent’anni, nel 1957. Nel 1975 venne promosso dirigente, nel 1979 co-direttore generale e successivamente direttore generale. Nel dicembre del 1999 entrò nel Consiglio di amministrazione, nel 2000 fu nominato amministratore delegato e nel 2003 presidente fino al 2013. Sotto la sua guida Carige si ingrandì acquisendo sempre più sportelli bancari (rilevò la Cassa di Risparmio di Savona, la Cassa di Risparmio di Carrara, la Banca del Monte di Lucca e la Banca Cesare Ponti di Milano, ad esempio) e anche agenzie assicurative.

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