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E’ un taglio lineare di circa 3 milioni di euro quello che arriverà fra qualche giorno sulla Provincia di Parma, una conseguenza del decreto legge 66 varato dal Governo e che fra poco sarà legge. Una ulteriore e definitiva decurtazione di risorse che avrà ripercussioni pesantissime sull’attività dell’ente fino all’impossibilità di fornire servizi, strade e scuole comprese.
E’ questa la denuncia del presidente Vincenzo Bernazzoli e della sua Giunta, resa pubblica oggi in una conferenza stampa. “ E’ un taglio lineare che punisce in misura maggiore gli enti come il nostro che hanno governato il bilancio con maggiore oculatezza – ha detto BernazzoliNel nostro bilancio già ridotto impatta in modo pesantissimo. Non abbiamo più margini e questo significa penalizzare i servizi”. In parole povere: niente più risorse per lo sgombro neve, per intervenire sulle buche o peggio sulle frane che stanno martoriando la rete provinciale del Parmense.
E’ giusto che i cittadini sappiano in che situazione siamo – ha continuato – queste sono risorse che vengono dal territorio e portate a Roma. E non c’è incidenza dei costi della politica. Ci eravamo ridotti il compenso di carica ma questa spesa sarà azzerata dal 25 giugno prossimo”.
E’ quello il giorno in cui finisce la legislatura che si chiude nell’incertezza. Le Province sono nel pieno della fase di trasformazione in ente di secondo grado, il nuovo governo dovrà essere a regime entro l’anno. La transizione secondo la legge di riordino tocca agli uscenti a meno che non decidano di dimettersi, aprendo così le porte al commissariamento.
Su chi resta incombe l’incognita risorse perché, insiste Bernazzoli, l’Ente sarà di fatto paralizzato e quindi non in grado di agire in funzioni essenziali e che restano assegnate quali trasporti, edilizia scolastica, politiche di tutela ambientale.
Il presidente della Provincia di Parma farà due cose: il 12 incontrerà i sindaci, la metà quelli usciti dalle urne e un altro incontro lo avrà con le organizzazioni sindacali.
“E’ una situazione che va condivisa, bisogna ragionare insieme perché la permanenza implica, in queste condizioni, una responsabilità personale – ha spiegato Bernazzoli –  Non siamo gente che scappa, ci siamo sempre stati là dove c’erano i problemi ma in questo contesto è quasi naturale lasciare la palla ad altri. La decisione la prenderemo dopo la riunione con i sindaci, perché non è una questione solo nostra”.
Sul tavolo della giunta uscente ci sono 140 segnalazioni arrivate nei soli primi 5 mesi dell’anno dai comuni, soprattutto dell’Appennino, per frane; ci sono le 5 provinciali ancora interrotte e gli interventi che non si è ancora riusciti a fare per mancanza di risorse.
Della progressiva riduzione della capacità di spesa parla l’assessore al Bilancio Roberto Zannoni.Nel bilancio della Provincia le entrate nel periodo 2009-13 sono calate di circa 15 milioni di euro, 18 con questo ulteriore taglio – sottolinea –  I mutui sono passati dai circa 62 milioni di euro della legislatura precedente a 14 milioni di euro, azzerandosi addirittura dopo il 2012”.
In questo contesto l’ente per garantire i servizi ha ridotto al minimo le spese, ricorda Zannoni citando alcuni esempi: la riduzione del 20% del costo personale che è passato da 513 dipendenti del 2009 ai 410 di oggi con i dirigenti che oggi sono 10 rispetto ai 21 di cinque anni fa. Azzerate le collaborazioni, ridotte del 70% le consulenze esterne, del 40% gli affitti, del 20% i carburanti, del 58% cancellerie e pubblicazioni sui quotidiani. Del 95% l’autonoleggio con autista, del 75% le spese postali, del 20% le pulizie, del 60% la telefonia e del 30% il numero degli automezzi, cominciando dalle auto blu eliminate in toto e destinando gli autisti ad altre funzioni. Un lavoro di limatura all’asso dunque “mantenendo il bilancio sano – dice Zannonie rispettando in modo puntuale i parametri, primo fra tutti il patto di stabilità e l’incidenza del costo del personale sulle entrate correnti”.
Ed è in questo modo che la Provincia di Parma ha continuato la propria azione soprattutto nei due ambiti prioritari che sono la scuola ( in 5 anni quasi 10,5 mln di euro) e le strade ( nella legislatura 55 milioni di euro di lavori). Tanto ma non certo paragonabile agli importi necessari I danni sulla viabilità provinciale ammontano a oltre 70 mln di euro di cui 18 milioni solo nei primi 5 mesi del 2014.

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