Published On: Mer, Giu 11th, 2014

Tassi troppo elevati Sedici indagati per usura bancaria

usura

Sedici indagati e tre banche coinvolte (Mps, Unicredit e Bnl) nell’ultima inchiesta salernitana sugli interessi passivi applicati dagli istituti di credito. Secondo il sostituto procuratore Francesco Rotondo, che ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini, in tre filiali di Salerno sarebbero stati applicati Teg (tasso effettivo globale) al di sopra della soglia di usura fissata dalle legge. Sotto inchiesta sono finiti vertici nazionali degli istituti e dirigenti locali, chiamati adesso a un’eventuale memoria difensiva prima che la Procura chieda per tutti il rinvio a giudizio. Tra gli indagati ci sono l’ex presidente di Confindusria Luigi Abete (nella qualità di presidente nazionale della Bnl) e l’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, che a Salerno è già sotto inchiesta per concorso nella bancarotta del pastificio Amato. Con loro sono indagati, per il reato di usura bancaria: Antonio Vigni, direttore generale Mps; Francesco Fanti, responsabile dell’area territoriale Sud Ovest; Pier Lorenzo Vivarelli e Gianvito Filippo, in qualità di direttori della filiale di Salerno; Mario Cipollone, come direttore mercato Retail e Private della Bnl; Alessandro Madia, direttore della divisione Retail e Private; Nicola D’Agostino quale direttore della filiale di Salerno della Bnl; e, per Unicredit, gli ex presidenti Aristide Canosani e Paolo Savona (già ministro nel Governo Ciampi); Alessandro Cataldo, responsabile dell’area Pianificazione e gestione commerciale; Raimondo Paone, nella veste di responsabile della direzione territoriale di Salerno; Felice Delle Femine, direttore regionale Sud; Donato Costantino Riccardi, direttore commerciale per la direzione campana; Alessandro Sigona, quale direttore dell’Agenzia di Salerno.

Il reato sarebbe stato commesso, su tre conti correnti bancari intestati alla stessa ditta, negli anni che vanno dal 2002 al 2010, ma il magistrato parla di «condotta perdurante fino all’attualità», perché gli istituti di credito non avrebbero cambiato le loro pratiche. A denunciare sono stati i rappresentanti della Karma srl, società di costruzioni che sul proprio conto corrente avrebbe visto applicare interessi passivi trimestrali fino al 17 per cento. Tassi usurari, superiori anche al 14 per cento, sarebbero stati inoltre praticati in occasione dello “sconto” in banca di alcuni effetti. Ipotesi che il magistrato ha ritenuto riscontrate dalle indagini, chiudendo l’inchiesta con la contestazione ai sedici indagati del reato di usura (per superamento del tasso d’interesse imposto dalla legge) con due circostanze aggravanti: aver commesso il fatto nell’esercizio di un’attività professionale bancari e aver danneggiato, con tale condotta, lo svolgimento di un’attività imprenditoriale.

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