Published On: Mer, Lug 23rd, 2014

1. NON C’È SOLO “MAFIA, MAFIA, MAFIA” NEI COLLOQUI TRA IL TRAINER FERRI E FEDE, SI PARLA ANCHE DI RICATTI E DEL BUNGA BUNGA, DI RUBY E DELLE NOTTI BOLLENTI DI PAPI BERLUSCONI – 2. BERLUSCONI “AVRÀ SCAMBIATO UNA 17ENNE PER UNA MAGGIORENNE, A RUBY POI MANCAVANO TRE MESI A DIVENTARE MAGGIORENNE…MA LUI SCOPAVA, SCOPAVA, IO GLIELO AVEVO DETTO NON ESAGERARE LASCIA PERDERE, ALTRIMENTI NON TE LE TOGLI PIÙ DI TORNO” – 3. “BRIATORE È STATO IMPLICATO IN UNA STORIA GROSSA DI MAFIA, L’AUTOBOMBA LÌ CHE HA UCCISO UN INDUSTRIALE A CUNEO… E LORO DUE ERANO INSIEME, LA SANTANCHÈ E BRIATORE” – 4. SULLA SANTANCHE’: “È UNA MASCALZONA. IO SAPEVO CHE LORO AVEVANO IL BILLIONAIRE INSIEME, IL TWIGA MA ALL’ORIGINE, FLAVIO È STATO IMPLICATO IN UNA STORIA DI MAFIA” – 5. FERRI PARLA QUANDO COMPRENDE CHE FEDE NON CACCIA I SOLDI. E SI TUTELA A MODO SUO –

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1 – FEDE SU B. “MAFIA, SOLDI, MAFIA”

Davide Milosa per il “Fatto quotidiano”

 

Due uomini stanno seduti su una panchina del grande parco. Sopra di loro, gli aerei decollati dall’aeroporto di Linate volano bassi. Sono lì da quasi mezz’ora e parlano fitto. Uno è Emilio Fede, ex direttore del Tg4 nonché condannato in primo grado per favoreggiamento della prostituzione nel cosiddetto Ruby due. L’altro indossa una tuta bianca e scarpini da pugilato. Si chiama Gaetano Ferri, napoletano classe ’69, professione personal trainer e istruttore di box francese. Cranio rasato, muscoli in bella mostra e tanti tatuaggi in stile nazi.

 

“Vedi – dice Fede – questo è un posto fantastico, ma quando Berlusconi ha iniziato non aveva una lira, i soldi arrivavano dalla mafia attraverso Marcello Dell’Utri”. Ribadisce: “Mafia, mafia solo mafia”. Il discorso nasce così. Tanto per dire e per far passare il tempo tra quelli che all’epoca sono ormai due ex amici. Sì perché Ferri, dopo un paio d’anni di conoscenza, si rende conto che il giornalista non caccia i soldi. Che fa? Si tutela a modo suo.

 

Durante i colloqui attiva il cellulare e registra tutto: parole, confidenze, rancori. Dopodiché inizia il giro delle redazioni: quotidiani e settimanali, ricevendo sempre la stessa risposta: “Mi spiace non possiamo, porti questi nastri in procura e poi ne riparliamo”.

 

In quei giorni di maggio nessuno però poteva pensare che quelle parole sarebbero finite sul tavolo dei magistrati di Palermo che indagano sulla trattativa tra Stato e Cosa nostra. Ma se questa è storia di ieri, quello tra Fede e Ferri è un rapporto che nasce nel novembre 2011.

 

In quel momento Ferri, che in curriculum mette anche qualche guaio con la giustizia, frequenta il mondo delle palestre a Milano. Un mondo che spesso s’incrocia con quello patinato della televisione e dello spettacolo. È così che grazie a un buon contatto con Lele Mora, anche lui condannato in primo grado con Fede per il Ruby bis, riesce a trovare la spinta giusta per entrare nella cerchia di amicizie di Emilio Fede.

 

In quel 2011, il giornalista siciliano è ancora ben in pista. Dirige il Tg4, nonostante le cronache abbiano già abbondantemente raccontato parte dei bunga bunga a villa San Martino. Ferri viene assunto perché, in quel periodo, negli studi di Mediaset Fede ha un macchinario per fare ginnastica. Gaetano gli serve per questo. Col tempo però i due diventano amici. Di palestra non si parla più e Ferri, nella testa di Emilio, si trasforma in una specie di confessore. I due si vedono spesso in giro per Milano .

 

Cenano da Giannino in via Vittor Pisani, luogo di culto della movida milanese nonché quartier generale del Milan e dell’amministratore delegato Adriano Galliani. Non mancano nemmeno al Boccino di via Tortona, dove una sera Fede si presenta in compagnia di Elena Morali, la biondissima ex fidanzata di Renzo Bossi, e di Francesca Pascale. All’epoca, siamo nel 2013, la Pascale è già entrata nelle grazie di Silvio Berlusconi.

 

Il primo grado del processo Ruby è in corso e da settimane i giornali parlano di una misteriosa fidanzata dell’allora Cavaliere. Ferri e Fede fanno coppia fissa anche al Parioli di via Felice Casati dove, nel 2012, Lele Mora si azzuffò con Francesca Cipriani, una delle tante papi-girl nonché ex starletta del Grande Fratello.

 

L’amicizia si consolida, tanto che Fede presenta a Gaetano un ex agente del Mossad (servizio segreto israeliano) e gli promette l’assunzione in un rinomato centro fitness di via Palestro. Sarà solo una promessa. In quel momento Ferri capisce che l’altro, probabilmente, vuole solo sfruttarlo.

 

Quando s’incontrano il giornalista fa strani discorsi: parla male dei suoi colleghi, è arrabbiato con Berlusconi. Sono discorsi pericolosi. Ferri si vuole tutelare. Decide di registrare tutto. La storia nasce così e finisce sul tavolo dei carabinieri di Cusano Milanino. Ferri denuncia il giornalista per minacce.

 

È il gennaio scorso e davanti ai militari che poi trasmetteranno il fascicolo alla procura di Monza mostra gli sms ricevuti dall’ex direttore del Tg4. Si legge.“Novità stanotte mi riceve a palazzo Grazioli, se conferma che vi siete incontrati riparto subito con due altri amici e vengo a cercarti, uno ti conosce bene, se credi avverti l’avvocato, questa volta non mi sfuggi, capito?”.

 

Il messaggio è dell’8 dicembre 2013. Il secondo arriva due settimane dopo. “Appena dici una parola sbagliata vedrai se bleffo oppure no. Io sono morto due anni fa e ti permetti ancora di provocarmi”. Risultato: il 21 gennaio Ferri va dai carabinieri. Racconta tutto e denuncia.

 

Fa di più: il giorno dopo torna e consegna le tracce audio nelle quali, ora sappiamo, Fede rifaceva la storia di Berlusconi e dei suoi rapporti con Cosa nostra, contabilizzando conti correnti e il denaro arrivato dalla Sicilia. Chiacchiere che ora dovrà spiegare ai pm di Palermo. Ma non c’è solo questo. In molti di quei colloqui, stando alla denuncia di Ferri, si parla anche di ricatti e del bunga bunga. Di Ruby in particolare, dei suoi 17 anni e delle notti bollenti di papi Berlusconi.

 

2 – IL NASTRO DEL PUGILE EMILIO: “RUBY? SILVIO SCOPAVA SCOPAVA…”

Davide Milosa per il “Fatto quotidiano”

 

Sole caldo e primi accenni di primavera nel parco attorno a Milano due. Emilio Fede e Gaetano Ferri. Il giornalista e il personal trainer. Parlano a ruota libera. Di Berlusconi, Dell’Utri e Cosa nostra. Di quei soldi che, ragiona Fede, da Palermo sarebbero saliti a Milano per dare benzina ai progetti imprenditoriali dell’ex Cavaliere. Dice Fede: “Sai… la spada di Damocle su di lui…”. Ferri: “È Dell’Utri… è la mafia?”.

 

Fede: “Sì”. Dopodiché inizia a raccontare: “I due (Berlusconi e Dell’Utri, ndr) a un certo punto hanno iniziato a mettersi insieme per l’edilizia e le cose…”. Spiega: “Dopodiché è nata quella che poi è diventata un’azienda (…) Berlusconi non c’aveva una lira” e così “Dell’Utri lo ha appoggiato”. Il ragionamento dell’ex senatore condannato in via definitiva per concorso esterno, è questo.

 

“Guarda Silvio se bisogna prendere dei soldi… perché no”. Quindi ancora l’ex direttore del Tg4: “Credo che direttamente mai, l’incontro Dell’Utri c’è tutto capisci il rapporto mafia, mafia, mafia, soldi, mafia, soldi”. Insomma il discorso va chiarendosi. Ecco poi il carico da novanta.

 

È sempre Fede che parla: “Dell’Utri era praticamente quello che investiva, allora cosa succede? Qui c’è stato un investimento di soldi mafiosi. Ora riescono ad arrivare a delle prove? È lì il problema. Chi può parlare? Solo Dell’Utri. Quando Dell’Utri tornava avevano il segnale criptato, perché” all’epoca “Mangano è in carcere. Mi ricordo che Berlusconi arrivando Dell’Utri da Palermo chiede hai fatto? Sì, sì gli ho dato un messaggio… naturalmente per quanto riguarda a Mangano sempre pronto per prendere un caffè che era il messaggio per rassicurare lui per certe cose che io non so… capito. E devo dire che questo Mangano veramente è stato un eroe è morto in carcere per non parlare se no li rovinava tutti e due”.

 

Quindi i due passano a parlare della futura condanna di Dell’Utri. “Certo – ragiona Fede – questa volta però, ciò non toglie che non hanno nessuno che confessa” e “viaggiano sul filo del rasoio”. Poi la rivelazione buttata lì quasi per caso. “È l’unico che sa” dice Fede riferendosi a Dell’Utri. “Quindi voglio dire oggi tu mi togli una spina dal fianco importante”. E i soldi? “Non si sa dove li abbia messi quei soldi”. Insomma Dell’Utri sa e non parla. Ma il silenzio costa, quanto? Quanto denaro l’ex Cavaliere deve all’ex senatore?

 

“Continuamente, ma scherzi sotto forma di questo di quell’altro vedi che ci sono settanta conti esteri”. E quella carica da senatore? “Berlusconi è stato costretto a farlo senatore”.

 

Mafia, mafia, mafia. Berlusconi, ma non solo. Anche Flavio Briatore, l’amico di sempre. “Ma Briatore è stato implicato in una storia grossa di mafia, l’autobomba lì che ha ucciso un industriale a Cuneo… e loro due erano insieme, la Santanchè e Briatore”. Di lei però Fede non ha una buona opinione: “È una mascalzona. Io sapevo che loro avevano il Billionaire insieme, sì, il Billionaire, il Twiga eccetera… ma all’origine, Flavio è stato implicato in una storia di mafia”.

 

Dell’Utri e mafia, ma anche Dell’Utri e politica. Al centro la figura di Gianpiero Samorì “che voleva passare con Berlusconi io gli avevo dato una mano, poi è intervenuto Dell’Utri e gli faccio: rivolgiti a Dell’Utri, ma stai attento perché Dell’Utri è un magna magna. Mi ha detto Samorì: cazzo se non avevi ragione gli ho chiesto mettimi in lista e sai cosa mi ha chiesto, 10 milioni di euro”.

 

L’audio è disturbato. Si sente il rumore dei passi sulla ghiaia. Ferri e Fede discutono del Rubygate. “Tutti puntano su Berlusconi”, esordisce il personal trainer. Inizia Emilio Fede. “Non so – sbuffa – avrà scambiato una 17enne per una maggiorenne, a Ruby poi mancavano tre mesi a diventare maggiorenne”.

 

Teoria nota diventata arma della difesa nel processo d’Appello che ha assolto l’ex Cavaliere dall’accusa di concussione e prostituzione minorile. Fede, poi, aggiunge: “Ma lui scopava, scopava, io glielo avevo detto non esagerare lascia perdere, altrimenti non te le togli più di torno”. Confessa: “Io guarda sono stato un amico vero e ho tentato di proteggerlo in tutte le maniere, mica come Lele Mora, ma guarda Lele un mascalzone”.

 

 

Cambio di scena. E dal parco di Segrate la storia si accomoda ai tavolini del ristorante Boccino, ristorante stile vecchia Milano in via Tortona proprio nel cuore della moda. Siamo nell’estate del 2013 e tra una portata e l’altra, Ferri e Fede commentano la richiesta di sette anni fatta dal pm Antonio Sangermano per Fede.

 

Si parla della Minetti: “Consigliere regionale – sospira – ma questa ballava, raccontava, gestiva lei e adesso dice che era defilata, ma io non ci capisco più niente”. Quindi si torna a parlare di Ruby e di come la giovane marocchina sia arrivata a Milano. “Dalla Sicilia è venuta a Milano per cercare successo”. Breve digressione sulla denuncia di Katia Pasquino quando, in corso Buenos Aires, intercetta la ragazza. “Quella – dice Fede – poi l’ha presentata a un agente, credo Soprani, sì sì l’ho registrato me lo ha raccontato lui”. Fine registrazione.

fonte dagospia

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