Published On: Mer, Lug 9th, 2014

CGIL, CISL e UIL contrari alla vendita delle azioni Iren

Share This
Tags

iren

Le Segreterie di Cgil, Cisl e Uil di Parma, unitamente ai sindacati provinciali unitari di categoria,
esprimono la propria contrarietà alla delibera del Consiglio Comunale che ha previsto la (s)
vendita progressiva di 52 milioni di azioni Iren di proprietà del Comune di Parma, già date in
pegno alle Banche a garanzia della situazione debitoria di STT. Operazione che è stata possibile
in quanto il Sindaco ha esercitato nei tempi previsti dalla legge il diritto di recesso del patto di
sindacato per tutte le azioni di sua proprietà.
Le quote azionarie sono state date in pegno alle Banche per recuperare, in parte, la situazione
debitoria creata dalla precedente Amministrazione Comunale. In sostanza si apprende che
il Comune dismette la sua partecipazione azionaria in Iren per ripianare parte dei debiti,
rinunciando per sempre, oltre ai dividendi (quasi 4 milioni di euro), alle sue funzioni di
controllo (Governance), di indirizzo e di sviluppo dei cicli integrati e dei servizi erogati in tutto
il territorio parmense.
I sindacati confederali e di categoria ritengono opportuno ricordare all’Amministrazione
Comunale di Parma che Iren fornisce servizi strategici di primaria importanza, che incidono
sullo sviluppo economico, occupazionale, sociale e ambientale del nostro territorio. Iren è
una società che vanta al proprio interno professionalità, competenze e livelli occupazionali da
preservare e valorizzare.
Per questo la mancanza di un ruolo pubblico di controllo e di sviluppo dei cicli integrati come
l’acqua, il gas, l’energia elettrica e i rifiuti, rischia di penalizzare la qualità dei servizi, oltre a
compromettere i livelli occupazionali, in un contesto generale di grande difficoltà economica e
sociale; contesto in cui può essere progettato un nuovo futuro ripensando i servizi erogati ai
cittadini, alle imprese e alle professioni.
In questa situazione la domanda che sindacati e lavoratori si pongono è: cosa succederà
domani a Iren Parma dopo la decisione di vendere 52 milioni di azioni del Comune? Da
tempo la scarsa considerazione e la miopia delle Amministrazioni Comunali ha fatto perdere
progressivamente il ruolo di riferimento nelle attività strategiche, da sempre presenti, nella
sede di Parma. A maggior ragione oggi la preoccupazione aumenta, non ci sarà nessun ruolo
di Governance locale in grado di valutare la necessità di piani di investimento e di sviluppo
specifici per il nostro territorio, con il rischio di peggiorare drasticamente la qualità dei servizi
erogati con possibili ripercussioni sui livelli occupazionali e sull’economia locale.
Il rischio che la sede di Parma diventi sempre più o esclusivamente un semplice polo
operativo agli ordini delle decisioni che verranno prese a Torino, Genova e Reggio Emilia non
è fantascienza. La provincia di Parma perderà il controllo e la partecipazione di una società
patrimonio storico di proprietà dei cittadini; per questo chiediamo al Sindaco con quale diritto
si assuma la responsabilità di uscire definitivamente dal controllo di IREN.
Le Segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e i sindacati di categoria ritengono sbagliata la
vendita di azioni di Iren, scelta che peraltro contravviene anche agli impegni presi nel verbale
sottoscritto dal Sindaco il 24 gennaio 2013, in cui quest’ultimo condivideva l’importanza
del controllo pubblico di Iren ritenendo in particolare strategiche le azioni di proprietà del
Comune di Parma. In barba a tutto ciò si procede invece ad una vera e propria operazione di
privatizzazione di un patrimonio pubblico dei cittadini di Parma.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette