Published On: Gio, Lug 24th, 2014

Costa Concordia in viaggio verso Genova

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La nave Concordia in alto mare a circa 6 miglia dall'isola d

Non ci sono fiori né lacrime ad accompagnare questo corteo funebre nel blu, solo silenzio e vento. La Concordia se ne va per sempre e a guardarla dagli scogli delle Scole dove Schettino la portò per condannarla a morte, torna in mente quella notte di gennaio senza stelle, quando il pianoforte suonava e la gente rideva nei saloni illuminati prima che il destino si compisse.

Resta il mistero della campana sparita
Il relitto della Concordia già da diverse ore dà la poppa al Giglio, ma lascia nell’isola, insieme alla memoria dei 32 morti, un mistero disonorevole: quello della campana dorata, simbolo della nave, rubata pochi giorni dopo il naufragio da un sub mai identificato. La campana, del peso di alcune decine di chilogrammi, era a meno di dieci metri di profondità, ripresa nei video girati dai sommozzatori vicino alla prua sommersa della Concordia, mentre ancora si cercavano le vittime della sciagura. “Costa Concordia 2006” era inciso sulla campana, a ricordare l’anno del varo del Gigante del mare. Poi la campana misteriosamente sparì. “Chissà dove è finita – ha detto di recente don Lorenzo, il parroco di Giglio porto – non lo sapremo mai e non la rivedremo mai più”. Chi l’ha presa la campana della Concordia? ha chiesto qualche tempo fa una studentessa al capo della protezione civile Franco Gabrielli. “Quella è stata sicuramente una delle pagine meno gloriose della storia del recupero della Concordia – ha risposto Gabrielli – Io so chi l’ha rubata, ma non ve lo posso dire…”.

La polemica: Sindaco Giglio, Schettino abbia senso pudore  – “Qual è il senso del pudore dell’ex comandate della Costa Concordia che proprio oggi è stata al centro di un’operazione che si è conclusa in modo impeccabile? Come si può parlare di speculazione da parte dei gigliesi laddove proprio i gigliesi hanno rappresentato coloro che si sono sostituiti a chi aveva il dovere di mettere in salvo migliaia di persone durante il naufragio?”. Così il sindaco dell’Isola del Giglio Sergio Ortelli a proposito delle dichiarazioni del comandante Francesco Schettino. “Per questo – aggiunge – rimando al mittente ogni genere di accusa del tutto strumentale e pretestuosa e priva di ogni fondamento. Oggi sarebbe opportuno che ogni pensiero venisse rivolto a chi in quella tragedia ha sofferto e ha perso la vita, così come abbiamo dato testimonianza in questi giorni, come Paese, ai familiari che sono venuti all’Isola del Giglio”.

Schettino, si specula su me e si affittano balconi  – “Si sta speculando sulla mia presenza su un’isola campana, mentre la vera speculazione su una tragedia sta avvenendo al Giglio, dove c’è chi affitta i balconi con vista sulla partenza della Concordia”: così il comandante Francesco Schettino da Ischia. “La speculazione sulla mia persona è ossessiva, anche ripetendo versioni che sono già state chiarite nel processo, come il fatto che io abbia abbandonato la nave mentre le risultanze processuali dicono che non è cosi'”.

Viaggia a 2.5 nodi, in arrivo a metà domenica –  Se il relitto Concordia trainato dai rimorchiatori d’altura manterrà l’attuale velocità (2,5 nodi in condizioni meteo favorevoli) Genova potrebbe vederlo arrivare domenica a metà giornata. Il convoglio, che ha dovuto rallentare a 1,5 nodi appena uscito dallo specchio acqueo del Giglio in direzione nord perché aveva il mare contro prua, alla prima virata ha ripreso la velocità contemplata nel piano di navigazione tanto che così facendo potrebbe giungere a destinazione verso le 12 di domenica.

La rotta dal Giglio verso Genova
Il viaggio dal Giglio a Genova del relitto della Concordia sarà lungo intorno a 180 miglia nautiche, circa 330 chilometri, e durerà cinque giorni ad una velocità media di circa 2 miglia l’ora, condizioni meteo-marine permettendo: se durante la navigazione verranno registrati venti superiori a 15 nodi e onde di oltre 2 metri, la Concordia potrebbe uscire dalla rotta prevista, come hanno spiegato nei giorni scorsi i tecnici, e avvicinarsi alla costa in modo da poter proseguire il viaggio in condizioni più sicure. La rotta studiata prevede che la Concordia venga trainata ad est fino a 5 km dall’isola per poi piegare a nord, lasciandosi il Giglio alle spalle. Poi il relitto virerà a ovest puntando verso la Corsica, lasciando a sud Montecristo e a nord Pianosa e l’Elba. Superata la linea di Pianosa, la Concordia punterà a nord-ovest e passerà tra il “dito” della Corsica e Capraia, puntando prima verso La Spezia e successivamente verso Genova. Una volta arrivata a Genova, dice ancora il progetto della Costa, la Concordia verrà sistemata lungo la diga esterna del terminal container di Voltri e, successivamente, in banchina: sarà questa la fase in cui il relitto sarà alleggerito attraverso la rimozione degli arredi che si trovano nei ponti al di sopra della linea di galleggiamento. La nave sara’ poi spostata al ‘Molo ex superbacino’ per la demolizione dei ponti e dei cassoni che hanno consentito il rigalleggiamento. Infine, quel che resta della Concordia sarà portato al ‘bacino 4’ per “tutte le operazioni restanti da eseguire in bacino di carenaggio, fino allo smantellamento finale e riciclaggio completo del relitto”.

De Falco: “Era l’ora, Giglio torna paradiso”

”Era l’ora. Adesso il Giglio potrà riacquistare la sua dimensione di una delle isole più belle dell’arcipelago toscano”. Commenta così al telefono con l’ANSA il comandante Gregorio De Falco dopo la partenza della Costa Concordia. De Falco non ha voluto però commentare le parole di Francesco Schettino che si è detto fiducioso sull’operazione: ”Non mi pare un aspetto così interessante in questa vicenda”.

Gabrielli: “Issata di nuovo bandiera italiana”
Sulla Concordia “è stata issata la bandiera nazionale perché è sempre iscritta al nostro registro navale”. Lo ha spiegato il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, aggiungendo che è stata tolta la bandiera blu, quella del ‘pronti a partire’, issata ieri. Gabrielli sta parlando in

Applausi e commozione su molo,’ora isola è nostra’
Decine di persone, sedute o in piedi sul molo rosso dell’isola del Giglio, hanno accolto con applausi i lavoratori che erano a bordo dei rimorchiatori, di ritorno dalla Costa Concordia, durante le operazioni di rotazione e spostamento della nave. Qualcuno, in mancanza di bandiere, ha sventolato foulard. Ma ci sono stati anche attimi di commozione e lacrime, soprattutto al suono delle sirene e alla vista di spruzzi d’acqua dal relitto. ”Sembravano fuochi di artificio” ha commentato un anziano. In tanti hanno espresso complimenti per la riuscita dell’operazione: ”ce l’hanno fatta, è quasi incredibile!” ha ripetuto una signora ‘armata’ di foulard-bandiera. Soddisfatto anche un altro gigliese, che ha chiosato: ”Oggi finalmente l’isola è di nuovo nostra”.

Rossi: “Via dopo 900 giorni,è stata tragedia enorme
“Dopo 900 giorni la Concordia se ne va, lascia il Giglio. Non si deve dimenticare che è stata una tragedia enorme che ha provocato 32 vittime e ferito i fragili equilibri di quest’isola”: così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sul suo profilo Facebook. “L’operazione di recupero e rigalleggiamento è stata una straordinaria prova tecnica, di ingegno e di lavoro. Ai tecnici e a tutti i lavoratori, al sub che ha perso la vita durante le operazioni di recupero – scrive il governatore – va il mio ringraziamento e la mia ammirazione”. “Ai naviganti auguro mare calmo e vento debole. Continuerò, insieme al governo, a lavorare su Piombino per destinare al porto le risorse necessarie per smantellare le navi militari”, scrive poi Rossi, annunciando che venerdì sarà al Giglio “per incontrare sindaco e cittadini e contribuire alla fase del ripristino ambientale e al rilancio turistico dell’isola”.

Sopravvissuto: “Se ne va la nave non quella storia”
“E’ la fine della storia di una nave, di un mostro di ferro, ma non la fine della mia storia con la Costa Concordia. Quella non si può dimenticare”. Così Pablo Lazaro Juan, sopravvissuto spagnolo del naufragio della Costa Concordia, ha commentato la partenza del relitto dall’isola del Giglio. Venuto apposta da Alicante, ha guardato le operazioni di rotazione e poi spostamento della nave, dal molo rosso. “Se io dimenticassi la storia di quella notte non sarei normale – ha continuato – non sarei una persona. Quella storia è per sempre nella mia mente ed ancora oggi nei miei sogni”. L’uomo ha aggiunto di essersi emozionato al suono delle sirene che hanno accompagnato le operazioni attorno alla nave.

Ultimo ok, applauso Centro coordinamento
Un lungo applauso nel Centro di coordinamento delle operazioni di rimozione della Concordia, sul Giglio, è scoppiato quando è stata data la comunicazione dell’arrivo dell’ultimo via libera per la partenza del relitto. Nel centro operativo anche il capo della Protezione Civile Gabrielli e il sottosegretario Delrio. L’ultimo via libera che mancava era la certificazione dell’organismo indipendente Rina. Nel centro operativo ci sono anche il sindaco del Giglio Sergio Ortelli, il prefetto ed il questore. Da pochi minuti è arrivato anche il procuratore di Grosseto Francesco Verusio. Al termine della riunione dovrebbe tenersi una conferenza stampa per illustrare gli ultimi dettagli dell’operazione.

LA STORIA

Sub, ho tagliato l’ultimo cavo, che onore
(dell’inviata Michela Suglia)
Una scintilla sott’acqua lunga quindici secondi, e via: la Costa Concordia con il suo convoglio da traino lascia l’isola che in due anni l’ha vista vicina, troppo vicina, spiaggiata, poi rialzata e finalmente lontana. A tagliare quel cordone ombelicale fatto di acciaio e l’ultimo dei cinque cavi che la teneva ancora legata alla roccia del Giglio, è stato ‘Wizz’, 31 anni e sudafricano come Nick Sloane. E’ così che lo chiamano gli altri sommozzatori del rimorchiatore Sarom VIII. In effetti Wietsman Roets non è un nome facilissimo da ricordare, ma è lui l’uomo che fisicamente ha dato il la alla traversata della nave verso Genova, tranciando quel cavo. ”E’ stata un’emozione enorme e un onore”, racconta con gli occhiali da sole e la tuta da lavoro, sul rimorchiatore che è appena tornato dalla Concordia e che sembra una star. Dal molo rosso, pieno di curiosi fin dal mattino, urla e applausi sono tutti per loro. Sull’isola li conoscono in tanti, i ragazzi del Sarom. ”Siamo qua dall’inizio – racconta Roberto Pugliano, supervisore del gruppo di sommozzatori – In due anni ci siamo immersi dappertutto, intorno alla nave, dentro. Abbiamo fatto tutti i lavori che bisognava fare, le costruzioni delle piattaforme. Il taglio dell’ultimo cavo è stato il premio migliore per noi”. Oltre che essenziale per il distacco della Concordia dalla terraferma. Senza quel taglio, il relitto non avrebbe potuto ruotare e poi spostarsi. Allora è entrato in azione Wizz. Ha usato il Broco system che per i profani è solo una curiosa pistola ad acqua con una prolunga di ferro, e invece è un arnese che combina elettricità e ossigeno: innescando la scintilla, si brucia l’ossigeno e così si fonde il metallo. ”Per fortuna è andato tutto bene”, aggiunge Wizz che evita le telecamere (”E’ meglio di no, non sono io il responsabile del gruppo”) ma si prende tutti i batti-cinque dei compagni. A bordo del Sarom l’orgoglio e l’adrenalina nascondono pure la stanchezza per la levataccia della giornata. ”Ma in realtà non c’è stata sveglia oggi, siamo andati avanti da ieri – scherza Pugliano – Nick Sloane ci voleva tutti operativi e alle 4 e mezzo eravamo in piedi e pronti”. Ora però si può festeggiare? ”Sì, ma lo faremo con moderazione perché bisogna sempre ricordarsi della tragedia del naufragio – sottolinea Pugliano – Per fortuna il nostro lavoro è andato bene. E’ stato un successo. E poi c’è l’emozione di essere stati così vicini a quella nave, ognuno se la porterà per sempre nel cuore”.

fonte ansa

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