Published On: Mar, Lug 1st, 2014

Il bluff di Renzi sulla ripresa dei consumi

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Per il premier l’Italia è ormai fuori dalla crisi. Ma le associazioni di categoria dicono il contrario.
Il premier Matteo Renzi continua a fare ciò che gli riesce meglio: gli annunci. Ma la politica dei soli annunci si sa, è un’arma a doppio taglio. Se, all’inizio, produce visibilità e complicità delle masse, col tempo diventa invece la principale fonte di logoramento di chi ne fa uso, fino a suscitare, via via, la derisione di chi ascolta.

Tuttavia il premier non perde l’occasione di annunciare la fine della crisi economica e la  ripresa del nostro Paese, in corsa –secondo lui- verso il grande riscatto. Peccato, però, che puntualmente Renzi viene smentito da chi, invece, di economia reale ne sa più di lui. Vedi quanto sta accadendo con gli ultimi dati rilevati dall’Istat sul commercio: ad aprile, secondo l’Istituto di Statistica, le vendite al dettaglio fanno registrare una crescita dello 0,4% rispetto al mese precedente. Gli analisti segnalano tendenze positive per le vendite di prodotti alimentari e non alimentari. D’opinione esattamente opposta sono tutte le associazioni di categoria, i segni più di aprile sono un’illusione. Per la Confederazione italiana agricoltori, ad esempio, le ultime rilevazioni sul commercio sono gonfiate dall’effetto Pasqua. Per la Cia, infatti, nel primo quadrimestre del 2014 le vendite dei prodotti alimentari registrano una flessione dello 0,5%, cedendo nei piccoli negozi (-2,3%) ma anche in supermercati (-0,7%) e ipermercati (-1%). In sostanza, il boom di aprile (+6,7%) conclamato dall’Istat non basta a invertire il trend complessivo, che resta infatti negativo, tanto più se si considera che l’incremento record è gonfiato dall’effetto Pasqua con una spesa per la tavola stimata in poco più di un miliardo di euro. Dunque, per la Cia c’è poco da festeggiare. Analogo è il pensiero di Confesercenti, secondo cui “è troppo presto per annunciare la ripresa definitiva dei consumi”.
A non cadere nel bluff, c’è anche il Codacons, che bolla i rilevamenti sul commercio come “una illusione ottica”. Anche secondo il presidente dell’associazione in difesa dei consumatori Carlo Rienzi, “il segno positivo delle vendite è da attribuire unicamente ad una alterazione, legata alla ricorrenza di Pasqua che, quest’anno, è stata festeggiata ad aprile”.
A chiudere la cerchia di coloro che hanno di fatto smascherato l’ennesimo annuncio del premier, arrivano Adusbef eFederconsumatori, la cui nota congiunta, in merito ai dati rilevati dall’Istat, è durissima: “È un trend che non ci risulta minimamente, così come non ci convince l’ipotetica spinta data dalla festività pasquale, i cui consumi, secondo quanto rilevato dal nostro Osservatorio hanno registrato una contrazione del -13,8% rispetto alla Pasqua 2013. Sorge il dubbio che i ricercatori siano già andati in vacanza in qualche ricco emirato e abbiano inviato da lì le rilevazioni, spacciandole per stime relative all’Italia. È questa –conclude la nota- l’unica spiegazione possibile per dei dati così lontani dalla realtà del nostro Paese”. Più chiaro di così…

Giuseppe Giuffrida

www.ilgiornaleditalia.org

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