Published On: Mar, Lug 29th, 2014

La razza politica, sindacale e cooperativa che sguazza nel distretto dell’Asp di Fidenza

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carta canta

di CartaCanta – La nuova congrega societaria dell’ASP di Fidenza con i nuovi criteri di ripartizione delle quote rappresentanza  (74,15% al centro-sinistra e 24,65% al centro-destra) è quella che si legge nella tabella sottostante decisa dall’Assemblea dei Soci il 22 maggio 2013 come modifica statutaria e in attesa di approvazione della Regione. A questa congrega di Amministrazioni comunali, benedetta nella sua decisione politica anche dall’Ausl distrettuale che ha trasfuso al privato vecchi e nuovi posti ad alta valenza (e remunerazione) sanitaria l’ASP di Fidenza deve il proposito del suo sventramento a vantaggio di due imprese cooperative accreditate. Ma quali sono state le ragioni di carattere economico-finanziario che hanno indotto i Comuni soci di un’Azienda pubblica di servizi alla persona, erogati per l’80% in strutture ex Ipab e con la gestione in utile, a ordinare alla stessa (!) di stendere un piano di suicidio industriale (perché, seppure con tutti i doverosi distinguo – ma non per le coop – tra merci e servizi alla persona, 20 milioni di euro di fatturato – circa 40 miliardi delle vecchie lire – sono un valore industriale) che prevede di cedere ai soggetti privati il 54,3% dei suoi servizi e cioè 268 posti di Casa Protetta su 502, 50 posti di Centro Diurno su 100, 20 posti di Casa di Riposo su 20, autosfrattandosi quindi dal suo ruolo istituzionale assistenziale e, perché no, anche da ulteriori utili?

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