Published On: Mer, Lug 23rd, 2014

Sistema Parma

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Come si può descrivere il sistema che con il tempo si era creato a Parma con l’ascesa di Ubaldi e con il successivo arrivo di Vignali? (Affaristico politico?) Come lo descrivereste voi?

Ubaldi con tutto quello che aveva fatto o nascosto agli occhi dei più pensò di affidare al suo delfino, o pseudo tale, Vignali, le redini della città che riteneva sua, tant’è che aveva cercato di ricandidarsi per la terza volta. Ma poi unse Vignali pensando di poterlo gestire a suo piacimento. 

Ma la vipera allevata in seno presto lo avvelenò. Vignali voleva brillare di luce propria o di luce altrui, perché una volta eletto sindaco, con l’aiuto segreto di Forza Italia, quindi di Villani, cominciò a fare di testa sua, anzi: con la testa di Villani che lo seguiva come un’ombra, lo istruiva e consigliava. Insieme avevano creato una serie di situazioni a catena che si intrecciavano tra di loro per governare la città con l’appoggio di giornali amici, cooperative locali  accondiscendenti e giudici compiacenti  e con l’appoggio  del governo Berlusconi a Roma (vedi varie intercettazioni e vari incontri con Maroni, Letta e con lo stesso Berlusconi qui a Parma in occasione di una visita istituzionale, dove si incontrarono personalmente e andarono insieme ad un convegno e nel tragitto non parlarono d’altro che  di una certa Nadia Macrì, una escort che era già stata ospite di Berlusconi per una settimana e che lo stesso ricordava benissimo anche se era una delle tante). Vignali rimase entusiasta dell’incontro con Silvio Berlusconi , tant’è che ne parlò subito al telefono con Villani con dovizia di particolari (vedi intercettazioni sulla Voce di questa settimana). 

Ma la cosa che sbalordisce di più è come mai ad oggi nessuno di questi signori implicati in questo scandalo sia in galera (scandalo Polis con l’acquisto di comodo del giornale da parte di un commercialista di Nola, provincia di Napoli, che non c’entrava nulla con Parma), la sponsorizzazione dello stesso da parte di una cooperativa di servizi locali con una consistente somma per l’acquisto di pagine e pagine di pubblicità.

L’incazzatura del presidente della cooperativa in oggetto che intercettato al telefono con Vignali gli urlava che si sarebbe dimesso dalla presidenza della cooperativa perché tirato in ballo dallo stesso Vignali con un giornalista di Repubblica e uno del Corriere della Sera perché aveva fornito il telefono di Nadia Macrì a Vignali, che poi era stato dato da Vignali allo stesso Berlusconi in occasione dell’incontro avuto a Parma. Insomma un bordello che non vi dico. Ma questa è l’Italia, l’Italia della politica, degli inciuci, delle puttane dove le persone pseudo-serie la fanno da padrone, dove chi ha le amicizie giuste va avanti o indietro, ma comunque ha sempre un buon stipendio assicurato, più tanti extra.

Oggi a Parma c’è un nuovo Procuratore della Repubblica, che speriamo faccia piazza pulita del metodo fin qui adottato, ma c’è anche un nuovo comandante della finanza e anche lui sembra orientato a cambiare metodo. 

Speriamo che presto in Tribunale vi sia anche un nuovo presidente e altri giudici così da cambiare corso, in maniera completa, alla città. Certo avremo ancora il sindaco e futuro presidente della provincia Pizzarotti, la Gazzetta di Parma, ma ci sarà sempre anche la Voce e il nostro ZeroSette che di volta in volta gireranno il coltello nelle piaghe.

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