Published On: Mer, Set 3rd, 2014

Il ritorno di “Saccodanni”

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>>>ANSA/ EUROGRUPPO: SACCOMANNI RASSICURA PARTNER E CERCA SPAZI MANOVRA

Rieccoci qua, buongiorno a tutti e bentornati, riprendiamo da dove avevamo lasciato, anche se nulla è cambiato tranne il fatto che sono finite le ferie. Per il resto dovremmo solo fare la somma di tutte le cazzate che sono state sparate in questo mese, per fortuna ha piovuto molto e alcune di queste sono andate via con l’acqua, altre sono passate sotto l’uscio come se nulla fosse, ma una di queste mi ha colpito particolarmente e riguarda l’ex ministro del governo Letta, Fabrizio Saccomanni.

Zitto zitto, quatto quatto, il presidente della Banca d’Italia Visco lo ha nominato direttore generale onorario della Banca d’Italia, un ruolo inesistente nel organigramma della banca che Visco è riuscito ad inventarsi di sana pianta appositamente per Saccomanni. L’indimenticato ministro del tesoro che sarà ricordato come colui che con la rivalutazione della banca d’Italia riuscì a fare un maxi regalo a tutte le banche azioniste della stessa. Voi vi chiederete, ma c’era proprio bisogno di fare un regalo del genere a Saccomanni? Poverino, come avrebbe fatto a campare, si sarebbe anche potuto suicidare dopo il licenziamento da ministro.

Adusbef e Federconsumatori, in una lettera inviata a governo e gruppi parlamentari, hanno chiesto se siano compatibili le misure di austerità ed i sacrifici richiesti da Bankitalia e BCE a lavoratori, famiglie e pensionati al minimo, con tali nomine onorifiche che danno l’impressione di sperperi e sprechi  e quali siano i costi che graveranno su tale carica confezionata ad hoc (auto blu, autista, segreterie, uffici, spese di rappresentanza ?) per appagare l’autocelebrazione dell’ex  ministro dell’Economia tra i più deludenti, tanto da essere soprannominato dalla stampa “SaccoDanni”, che sarà ricordato per il regalo elargito alle banche di 7,5 miliardi di euro, proprio dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia.

E veniamo al casino sull’inceneritore di parma, i rifiuti arrivano da fuori o da dentro? Uno scaricabarile infinito tra provincia e comune, per accertare da dove arrivano questi benedetti rifiuti, ma non bastava un semplice semplice accorgimento? Un paio di telecamerine installate all’ingresso dell’inceneritore che controllavano tutti i numeri di targhe dei mezzi che passavano e il gioco era fatto. Macchè! E’ tutto un rimbalzare di balle per mascherare la verità. E intanto l’inceneritore va. Bentornati.

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