L’università, in Italia, è un microcosmo: rispecchia sotto molti punti di vista la società esterna, coi suoi pregi, i suoi difetti, i suoi eroi e i suoi nemici, i suo ritardi e i suoi progressi: è l’Italia e va così. C’è, però, chi non si dà per vinto, e continua a credere nel progetto di un’università migliore, più coinvolgente e fraterna verso gli studenti, e cerca quindi di cambiarla da dentro. Sono le associazioni studentesche, da sempre molto attive sul territorio locale e nazionale. Si battono per i diritti degli studenti, per far valere la voce del futuro del paese e assicurarsi che l’esperienza universitaria sia la più completa e arricchente possibile. Naturalmente non tutte le associazioni studentesche hanno la stessa visione di come dovrebbe essere l’università: proprio come avviene nella società civile, idee diverse si oppongono e si scontrano in una sana dialettica politica e valoriale. Udu, Ssu, Student Office, CL, Studenti per le libertà e tante altre sono le espressioni ideologiche degli studenti italiani, che mai come oggi andrebbero tutelati e incoraggiati nella scelta di un percorso di studi. Pianeta Baobab porta la voce di queste idee online, con una quinta e penultima puntata dedicata al mondo giovanile universitario. Nell’intervista a Nicolò Cantini e a Daniele Braghiroli, rispettivamente coordinatori di Udu e di Student Office di Parma, Pianeta Baobab tenta di delineare il profilo delle associazioni studentesche cittadine, e di informare prima di tutto sulla “politica scolastica” che, nonostante la fondamentale importanza, spesso e volentieri viene glissata o tenuta di poco conto dalle cronache parmensi e non solo.

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