Published On: Mar, Set 16th, 2014

Saccomanni direttore onorario di bankitalia

saccomanni

La situazione economica è così grave, che ogni giorno la Banca d’Italia invita governo e Parlamento all’austerità, a tagliare costi e spese, a ridurre pensioni e stato sociale che non ci possiamo più permettere. Ma come un Giano bifronte, Governatore Visco e Direttorio di Bankitalia, predicano bene, ma continuano a comportarsi come se la crisi sistemica, prodotta dai banchieri che hanno edificato piramidi finanziarie di sabbia piazzando titoli tossici anche per la scarsa vigilanza delle banche centrali, riguardasse solo i pensionati al minimo ed il 43% dei giovani senza lavoro, privati in Italia, di ogni speranza di futuro.
In gran segreto infatti, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e l’intero direttorio, hanno inventato nel maggio scorso, tra una dichiarazione finale ed un diagramma sul Pil in caduta libera, una carica onorifica che non esisteva prima, il ‘direttore generale onorario’ per conferirla all’ex ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, licenziato in tronco dal premier Matteo Renzi che nonostante le fortissime pressioni, non lo aveva voluto riconfermare nella compagine di Governo.
Forse deluso da tale estromissione, l’ex ministro Saccomanni avrà chiesto al Governatore Visco di confezionargli in gran segreto una carica onorifica ad hoc, quella Direttore Generale onorario, giusto per ristorarlo del mancato guadagno da Ministro dell’economia, che è stata deliberata a maggio e resa nota a cavallo di ferragosto di soppiatto, occultata nel numero di “In Banca”, confidando che sarebbe sfuggita, “al fine di perpetuare il legame con la Banca”.
A pagina 262 della relazione annuale di Bankitalia, alla voce Stato Patrimoniale e Conto Economico, si legge che i dipendenti di Bankitalia al 31.12.2013 erano 7.027, costati 801.386 milioni di euro, mentre le spese di amministrazione (tra cui rientreranno anche i costi per le cariche onorifiche), erano appostate per 441.264 milioni di euro, per un totale di 1,242.650 miliardi di euro per far funzionare ‘l’ultra casta’ i cui principali azionisti, sono proprio le banche controllate.
Adusbef e Federconsumatori, in una lettera inviata a governo e gruppi parlamentari, hanno chiesto se siano compatibili le misure di austerità ed i sacrifici richiesti da Bankitalia e BCE a lavoratori, famiglie e pensionati al minimo, con tali nomine onorifiche che danno l’impressione di sperperi e sprechi e quali siano i costi che graveranno su tale carica confezionata ad hoc (auto blu, autista, segreterie, uffici, spese di rappresentanza ?) per appagare l’autocelebrazione dell’ex ministro dell’Economia tra i più deludenti, tanto da essere soprannominato dalla stampa “SaccoDanni”, che sarà ricordato per il regalo elargito alle banche di 7,5 miliardi di euro, proprio dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia.

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