Published On: Mer, Set 3rd, 2014

Tecnologia al tavolo, tradizione in cucina

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di GIORGIA FIENI – L’estate non è stata soleggiata come speravamo, lo abbiamo visto tutti. Quindi la maggior parte di noi credo abbia trascorso le vacanze mangiando e viaggiando su internet alla ricerca di un po’ di divertimento.

La tecnologia però ci sta benissimo anche sul tavolo da pranzo. Negli ultimi anni si è assistito alla comparsa dei menu sostituiti dai tablet (con la possibilità di richiedere specialità particolari in base alle materie prime disponibili) e delle etichette leggibili dagli smartphone, ma prossimamente tutto questo potrebbe fare un salto di qualità. Al Fat Duck di Bray (UK), per esempio, il cameriere arriva con un piatto di molluschi in una mano e con un iPod nell’altra, in modo che il cliente possa sia gustare che sentire il mare. Si stanno progettando forchetta e cucchiaio “intelligenti”: la prima misura il tempo impiegato per consumare il pasto, il secondo vibra se si sta mangiando troppo rapidamente, ma anche cubetti di ghiaccio che controllano la quantità di alcol ingerita coi cocktails, se vi può interessare l’argomento; buona pure l’idea degli occhiali che, una volta indossati, mostrano una versione “ingrandita” della porzione che abbiamo nel piatto, utile per aiutarci a controllare il nostro regime alimentare. La pasta invece è quasi in dirittura d’arrivo con l’idea del poter essere realizzata grazie ad una stampante 3D… resta solo da mettere a punto un software che ne riproponga il gusto… e personalmente su questo rimango scettica.
In cucina invece a farla da padrona è ancora la tradizione. Joe Scaravella ha aperto un ristorante a due passi dal traghetto che porta a Manhattan e dietro i fornelli ha messo dieci nonne italiane, che si alternano, in modo da poter offrire ai propri clienti ogni sera un’esperienza unica e casalinga (dalle lasagne alla pastiera, dal fegato alla veneziana ai maccheroni alla chitarra) e il successo è stato tale che queste massaie sono pronte a diffondere il proprio sapere in libreria e in televisione. A proposito: la Cnn ha rivoluzionato il modo in cui all’estero vedono la cucina italiana pubblicando un articolo sul suo sito in cui si afferma che sono le specialità regionali a marcare il territorio, molto più di tutto ciò che è genericamente “italiano”.
Non abbiamo quindi ancora del tutto abbandonato l’idea di una gastronomia che ci faccia emozionare, anche se non disdegniamo le novità… resta solo da trovare il giusto compromesso!

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