Published On: Mer, Ott 29th, 2014

Aeroporto salvo, in ballo una nuova economia, logistica e affari

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Venerdì 17 sarà un giorno sfortunato, ma giovedì 16 sono state 24 ore decisamente fortunate per gli aeroporti. Sul calendario si possono segnare tre eventi che possono definirsi cruciali per le vicende in stallo ormai da anni: i cinesi Izp hanno stretto un accordo per l’acquisto della maggioranza dell’aeroporto di Parma; in Toscana, Firenze e Pisa, i consigli di amministrazione hanno approvato un progetto per il capoluogo che vede nel capoluogo toscano una pista di 2400 metri, mentre a Venezie è stato studiato un nuovo piano di sviluppo per lo scalo, dopo lo stop a quello precendete. Anche a Genova c’è stato un colpo fortunato, con un un piano industriale che apre nuovi scenari addirittura fino al 2042.

Tra i 17 accordi, per un valore complessivo di 8 miliardi, che in questi giorni sono stati siglati tra Italia e Cina, in occasione della visita del primo ministro Li Keqiang, c’è anche quello per l’aeroporto Verdi di Parma. Lo scalo nel 2013 ha contato solo 196mila passeggeri e da anni è in forte crisi. Ancora a metà settembre la liquidazione sembrava la soluzione più papabile. Se non si fosse presentato alcun investitore, l’assemblea degli azionisti il 14 ottobre avrebbe decretato la chiusura. “La possibilità che si trovi un investitore sono molto scarse, quindi già entro novembre lo scalo potrebbe essere chiuso e la società che lo gestisce messa in liquidazione”, scriveva in quei giorni la Repubblica. Ma, nonostante tutto remasse contro, il 14 ottobre è arrivata la firma. “Martedì sera 14 ottobre a palazzo Barberini a Roma in presenza del premier cinese Li Keqiang e del presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato firmato un importante accordo tra la società cinese Izp Technologies e la Meinel Bank che prevede l’acquisizione del pacchetto di maggioranza della società di gestione dell’aeroporto di Parma, lo sviluppo dell’infrastruttura aeroportuale e la creazione di un grande polo logistico”. Con questa nota, diramata dal presidente di Sogeap Guido Dalla Rosa Prati, per lo scalo le prospettive si sono “improvvisamente rovesciate”.

Nella lettera d’intenti per acquisire il pacchetto di maggioranza di Meinl Bank (che aveva acquistato il 67,95% del pacchetto azionario nel 2008), la Izp ha anticipato di stare lavorando al progetto di sviluppo che verrà presentato al territorio e che prevede investimenti per ben 250 milioni di dollari. Il business plan, ha spiegato il Corriere della Sera, prevede nove voli alla settimana dall’Italia alla Cina e l’utilizzo del Verdi per il traffico cargo. Per capire le potenzialità dello scalo dal punto di vista del cargo, basti pensare che in Europa nessun aeroporto è (finora) controllato dai cinesi. La costituzione di un grande scalo cargo potrebbe cambiare le carte in tavola nel mercato italiano. Basti pensare che il recente accordo tra Etihad e Alitalia prevede un forte rafforzamento del cargo a Malpensa.

Izp è una società con un fatturato di 200 milioni di dollari, specializzata in servizi di service provider, e-commerce e internet advertising. È anche una buona fetta di attività nel settore della logistica, con 50mila metri quadri di magazzini a Pechino, Shanghai, Guangzhou, Chongqing e nella provincia del Zheijang. Perché l’aeroporto emiliano possa raggiungerli è però necessario che allunghi la pista, ampli le strutture e che attorno si sviluppino nuove infrastrutture logistiche.

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