Published On: Ven, Ott 10th, 2014

Alla scoperta della vera cucina italiana

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di GIORGIA FIENI – Lo ammetto: venire a sapere che l’Italia non gode più di qualche primato fra le cucine del mondo (settimo posto, ricordate?) e che con difficoltà ci atteniamo ai principi della dieta mediterranea, mi ha abbastanza sconvolta. Dovremmo andare fieri del nostro patrimonio alimentare e promuoverlo con orgoglio a partire da ciò di cui ci nutriamo noi stessi e invece preferiamo guardare all’estero e copiare.

Per fortuna c’è ancora qualcuno che la pensa come me: Casa Artusi, per esempio, che sta chiedendo agli italiani la ricetta del cuore. Lo scopo è quello di creare una piattaforma multimediale che davvero rappresenti la varietà alimentare del nostro Paese, quella reale, odierna, che cuciniamo, serviamo e mangiamo ogni giorno. Ma anche quella che esce dalla cucina degli chef, quella che adotta alimenti e tradizioni estere, quella che segue un regime alimentare vegano, quella che sta attenta alla salute, quella che si mette continuamente in gioco con nuovi esperimenti, quella che compra il cibo al mercato biologico o dai detenuti che cercano una riabilitazione.

Un tempo era la società o, meglio, la classe sociale, a definire il cibo: esistevano quelli “ricchi” e quelli “poveri”… oggi è il singolo a determinare cosa gli piace ed in tal modo è capace di spostare le preferenze del mercato e le “regole” della tradizione. Il frigorifero di casa può dire molto di più di un libro di cucina, perché è quello da cui gli italiani traggono ispirazione ogni giorno; John Stone si è addirittura inventato una correlazione tra come curiamo il nostro elettrodomestico e quanto siamo capaci di portare avanti una relazione sentimentale, quindi stabilire il medesimo confronto con le abitudini alimentari sarebbe ancora più semplice e chiarificatore (ci aiuterebbe a capire molto su noi stessi e sul nostro modo di nutrirci). Lo stesso dicasi per la dispensa: qualche anno fa, per esempio, sarebbe stato impensabile gustare chips di patate al peperoncino, al lime, al pepe o addirittura al cioccolato, e invece adesso sono lì, a portata di mano per i nostri momenti di crisi da dolce-salato.

A proposito. Anche il modo in cui mangiamo tutto questo cibo con il tempo è profondamente cambiato. Ma ne parleremo alla prossima puntata.

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