Published On: Lun, Ott 13th, 2014

La favola di Viola Fòscari raccontata da Tea Ranno alla Ubik

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di ANDREA PAPA – «Mia madre è nata in una nuvola di parole e non ha potuto fare a meno di trasmettermi questo mondo favoloso»

Con queste parole Tea Ranno ha introdotto al pubblico presente alla libreria Ubik sabato 11 ottobre, il suo ultimo romanzo, intitolato “Viola Fòscari”, edito da Mondadori.

Ha voluto letteralmente “scrivere una storia” la scrittrice originaria di Melilli, in provincia di Siracusa, prendendo spunto da un racconto di una vicenda accaduta realmente fattole dalla madre, e trasformato poi in una favola moderna, una storia ricca di passione e fascino, che richiama le atmosfere siciliane e le “Storie di Pupi” così care all’autrice ma allo stesso tempo così diametralmente opposte alle storie di sangue tragiche lette nelle  sue opere precedenti come “Cenere” e “La Sposa Vermiglia”.

Introdotta dalla giornalista Francesca Avanzini, la Ranno, a ritmo cadenzato, quasi stesse recitando una poesia, ha raccontato la genesi di questa storia, che sembra un romanzo dell’800 ma non lo è, essendo ambientato nel 1957. Una storia di una donna che aspira alla libertà, non sottomessa alle convinzioni e ai pregiudizi maschili, un libro che in antitesi a “La Sposa Vermiglia” che lo ha preceduto, è un vero e proprio inno all’anti-femminicidio, poichè dà una possibilità di evoluzione diversa che non finisce obbligatoriamente nel sangue.

Viola è una donna viva che ama la Vita, e per un’ora si è materializzata tra gli scaffali dei libri della Ubik di via Oberdan 4/c, a degna rappresentazione della rassegna “Una stanza tutta per sè” dedicata alle donne e alla loro scrittura.

E come accade al co-protagonista del libro, ha ammaliato chi ha avuto l’onore di ascoltare e “vivere” la sua presenza.

“Ma questa che vi racconto io è storia di sentimento che avvinghia e fa impazzire, e non pensate che sono cose che non possono capitare; non vi sentite migliori di quelli che patirono dolori e tribolazioni, non pensate che il vento entra e esce dalle case senza rubare niente. Pensate che come il vento è l’amore: ladro e senza rispetto, vendicativo, bastardo”.

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