Published On: Gio, Ott 23rd, 2014

Si alzi l’imputato: la pasta!

pasta al pomodoro

di GIORGIA FIENI – A quanto pare la dieta mediterranea non ce la fa a non stare sotto accusa, ultimamente. E stavolta tocca al suo alimento principe, la pasta.

Da essa pretendiamo sempre di più: che sia dietetica, che sia gustosa e che ci fornisca i giusti nutrienti.

La pasta senza calorie arriva dal Giappone. I miracle noodles sono preparati con una farina estratta dalla radice di konjac, che dà un senso di sazietà e consente di limitare l’uso di grassi e carboidrati. Venduti in soluzione acquosa con idrossido di calcio (che ne regola l’acidità) vanno risciacquati, bolliti per pochi minuti e conditi.

Il problema è quello del condimento…per gli spaghetti asiatici come per quelli italiani. Per dare sapore e trovare soddisfazione in ciò che mangiamo, infatti, noi aggiungiamo il sugo. Passi per l’olio extravergine d’oliva a crudo e per il pomodoro fresco, una combinazione classica e intramontabile, ma tutti i condimenti regionali (dalla carbonara al ragù bolognese) sono piuttosto ricchi e parecchio calorici.

Quanto ai nutrienti…sta prendendo piede la pasta preparata con soia e legumi, in modo che la quantità di carboidrati sia sostituita con un maggior apporto di proteine. L’idea potrebbe essere buona, ma attenzione a non superare le dosi giornaliere consigliate.

Anziché “biasimarla”, dovremmo invece andare orgogliosi del nostro alimento: ci caratterizza in tutto il mondo, è unico nel suo genere e grazie ad esso ogni giorno portiamo in tavola una ricetta veloce e completa. Magari servirebbe qualche accorgimento in più, ecco. Per esempio non consumarla abbinata ad altri cibi che contengono un’elevata quantità di carboidrati, come il pane, le patate, i dolci, la frutta. Meglio una buona porzione di verdura.

Basterebbe poco quindi, per “salvare” la pasta da tutte le imputazioni di sorta e farle assumere il ruolo che le spetta. Nel 2013, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, è stata allestita una mostra che illustrava vent’anni di pubblicità italiane e ovviamente i marchi di pasta erano perfettamente riconoscibili e presenti in gran numero, in quanto sponsor di un prodotto favoloso. Mi piacerebbe che tra vent’anni succedesse la stessa cosa…

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