Published On: Gio, Nov 6th, 2014

C’è Mafia e Mafia e mafiosi e mafiosi

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di Marcello Valentino – La mafia esiste perché lo Stato vuole che esista e non sono le “parole” di Napolitano che ognuno ha interpretato alla propria maniera che fanno cambiare i fatti. La Mafia esiste perché è dappertutto. Una delle organizzazioni mafiose più forti e radicate sul territorio sono certamente le banche che estorcono denaro a tutti i correntisti quotidianamente, e lo Stato ne è complice. La Mafia è nello Stato perché lo Stato è il primo mafioso, è colui che ti fa pagare più pizzo di chiunque altro e lo scontro con la Mafia c’è ed è reale perché lo stato mafioso non può e non vuole che qualcun altro si sostituisca a lui nella riscossione del pizzo. La differenza tra lo Stato mafioso e la Mafia è che lo Stato ti estorce denaro tramite le cosiddette leggi, la Mafia senza legge. Ed è per questo che lo Stato ha paura della Mafia e la combatte. Sono due antagonisti che combattono per lo stesso scopo: i piccioli. E fin quando riescono a trovare un accordo per spartirseli le cose funzionano, se non c’è accordo c’è guerra. Ma può uno stato dire che era in pericolo se non c’è al suo interno una parte pro-mafia che avvalora queste ipotesi? Come potrebbe uno stato forte munito di ogni forma di dissuasione, con esercito, polizia, carabinieri, finanza, vigili ecc, avere paura di una semplice organizzazione malavitosa?
Se lo Stato avesse voluto o volesse veramente, la Mafia sarebbe scomparsa da un pezzo. Ma lo Stato non vuole. Non ha mai voluto, perché la Mafia fa comodo, è un capro espiatorio, è un mostro da abbattere, è un nemico di cui ha bisogno che da una parte alimenta e dall’altra combatte perché il popolo abbia la sensazione di giustizia, ma è solo una farsa perché la giustizia in Italia non esiste. Esiste solo un’idea di giustizia che poi non si avvera mai fino in fondo. Napolitano ha detto delle cose come in altre occasioni ne sono state dette delle altre che hanno spiegato tutto senza spiegare niente, perché tutto deve rimanere così, perché la Mafia e lo Stato sono tutt’uno. Tutti siamo mafiosi. Renzi è mafioso, parla come un mafioso, fa cose da mafioso, comanda come un mafioso, fa fuori reduci come un mafioso, chiedetelo a Letta, a D’Alema, a Cuperlo, a Fassina, a Civati, alla Camusso cos’è Renzi? Uno che è arrivato al vertice, che ha messo insieme i suoi picciotti e picciotte e fino a quando avrà il sostegno di questi è lui che comanderà. L’idea di abolire l’articolo 18 non è di Renzi, ma di suo padre. Nella sua azienda il padre di Renzi non ha mai assunto nessuno a tempo indeterminato tranne il figlio. Ma tutto questo è già stato dimenticato. I media lo fanno dimenticare non parlandone più perche anche i media alla loro maniera sono mafiosi e ubidiscono alla Mafia. Noi abbiamo un presidente del consiglio che vuole ed abolirà l’articolo 18. Eppure lui era l’unico assunto nell’azienda di famiglia. Direbbe Bersani: “Ma di cosa stiamo parlando? Di lucciole o di puttane? Pardon volevo dire lanterne”. Un’altra domanda da farsi sui picciotti e le picciotte di Renzi: cosa facevano prima di fare i ministri? Lavoravano? E poi: li hanno i portaborse? La catena dei politici che seguono come una corte dei miracoli Renzi e soci, cosa facevano prima? Se sono come quelli di Pizzarotti la risposta è molto semplice: un cazzo! Perché i politici non fanno mai un cazzo. Sono allenati a fare un cazzo, un po’ come i mafiosi sono tutti dei parassiti. I consigli dei ministri, e tutti i vari consigli a scendere fino a quelli comunali, sono come i summit dei mafiosi, si riuniscono per approvare leggi per ladrare sul popolo. I summit dei mafiosi fanno la stessa cosa ma senza leggi. O per meglio dire secondo la loro legge. Il punto ora è: siamo stufi o no di subire ingiustizie? Con la legge e senza legge. La risposta è si? Allora non bisogna più pagare né l’uno né l’altro e fare una vera rivoluzione. Noi siamo il popolo. E il popolo può. Le forze dell’ordine possono menare uno, dieci, cento o mille cittadini. Ma milioni no. La risposta è semplice.

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