benzinaL’organizzazione europea non governativa Transport & Environment (T&E) – una lobby ambientalista che opera nel settore dei trasporti per promuoverne lo sviluppo sostenibile – ha pubblicato uno studio in cui sostiene che i reali consumi di carburante delle automobili europee sono in media del 31 per cento superiori rispetto a quelli dichiarati dalle case produttrici, un gap che la stessa T&E definisce “un abisso” rispetto all’8 per cento del 2001. Secondo lo studio un’automobile nuova costa in carburante al guidatore-tipo circa 500 euro in più l’anno, rispetto a quanto dovrebbe se i suoi consumi reali corrispondessero a quelli ufficiali.

La differenza tra consumi dichiarati ed effettivi delle auto è una questione molto dibattuta negli ultimi anni – la stessa cosa vale per le emissioni di CO2, ossidi di azoto e polveri sottili – che vede contrapposte da un lato le case costruttrici e dall’altro le associazioni ambientaliste e dei consumatori, con l’Unione Europea a svolgere il ruolo di arbitro e legislatore. Le ONG accusano i produttori di falsare i risultati del test europeo NEDC (New European Driving Cycle), che misura in modo scientifico le emissioni inquinanti e i consumi delle nuove auto in uscita.

Il NEDC è un test di omologazione cui sono sottoposti tutti i nuovi modelli, che dovrebbe riprodurre l’uso tipico di un’automobile in Europa.

Fu introdotto nel 1970 per calcolare i consumi in città e ampliato nel 1990 con l’aggiunta di un test per il consumo extraurbano: è periodicamente aggiornato nei parametri dal World Forum for Harmonization of Vehicle Regulation della UNECE, la commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite.

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