Published On: Dom, Nov 30th, 2014

Stefano Piedimonte presenta “L’assassino non sa scrivere” alla libreria Ubik

20141129_183802

di ANDREA PAPA – Si chiama “L’assassino non sa scrivere” l’ultimo romanzo di Stefano Piedimonte, edito da Guanda e presentato ieri sera alla libreria Ubik di Parma.

L’autore napoletano, introdotto e presentato dalla giornalista Claudia Patrizi, ha intrattenuto il pubblico presente raccontando la genesi della sua ultima fatica letteraria, così diversa dal filone aperto dai due romanzi precedenti (“Nel nome dello Zio” e “Voglio solo ammazzarti”) che erano diventati parte integrante di una vera e propria saga e che avevano proiettato il giovane scrittore nell’olimpo degli astri nascenti della letteratura noir italiana. Piedimonte, infatti, questa volta si sgancia totalmente da qualsiasi appiglio al mondo reale, alla Napoli e ai suoi traffici di camorra protagonisti nelle opere precedenti. La “favola” ironica più che noir questa volta viene ambientata in un posto che non esiste, un paesino di tremila anime di nome “Fancuno”, che rappresenta in modo esemplare la piccola provincia italiana ferma e stanca, ma vogliosa di quei quindici minuti di notorietà che riesce ad ottenere grazie ad un serial killer analfabeta, che in modo scriteriato e lasciandosi dietro dei messaggi assolutamente sgrammaticati, inizia a compiere in sequenza delitti efferati seminando il panico nella comunità, che comunque non lesina di partecipare attivamente alle indagini, diventando quasi un vero e proprio specchio riflesso della vicenda. E l’autore stesso, incalzato dalla Patrizi, dice che lui non ha fatto altro che osservare, “facendo cadere una goccia di veleno all’interno della comunità, vedendo poi la reazione chimica che si è venuta a creare”.

Ma non lasciamoci ingannare dal taglio ironico e grottesco dello stile dell’autore: nel libro vengono anche affrontate delle tematiche ben più serie, come quelle della violenza e dell’abbandono tra padre e figlio, che ovviamente si ripercuotono poi sulle vicende dei personaggi, e soprattutto e in modo nemmeno poi così velato vi è un’aspra critica nei confronti del mondo del giornalismo, degli inviati sempre più esibizionisti che diventano dei veri e propri sciacalli alla ricerca del “sangue” a tutti i costi. E c’è molto di autobiografico nelle pagine scritte da Piedimonte, che nasce appunto come un cronista di nera per un quotidiano napoletano e che, nella chiacchierata col pubblico numeroso e interessato della libreria Ubik, non fa altro che ammettere quanto “quel” giornalismo non gli manchi affatto, raccontando poi numerosi aneddoti sulla forte amicizia stretta quasi per caso con Roberto Saviano, non sbottonandosi nonostante le pressanti domande sui suoi prossimi progetti editoriali.

E allora non resta che andare a Fancuno, e godersi tutta d’un fiato questa favola nera, riflettendo sulla vita, sulla morte, sulla mancanza, e ridendo a crepapelle con intelligente amarezza.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette