Published On: Lun, Dic 29th, 2014

Allarme Onu, la guerra Siria ha devastato 300 siti culturali

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Site de Palmyre

La violenza della guerra costringe a riscrivere i manuali di storia. Quasi 300 siti del patrimonio culturale siriano sono stati toccati da un conflitto in cui quest’anno si sono inseriti i jihadisti dell’Isis. La devastazione e’ stata fotografata da satelliti commerciali e studiata dall’UNITAR, (United Nations Institute for Training and Research): le rovine greco-romane di Palmira, Dura-Europos sull’Eufrate e di Bosra, le citta’ bizantine nella Siria del nord, la moschea Umayyad e la cittadella fortificata di Aleppo,il Krac des Cavaliers sono alcuni dei monumenti che le prossime generazioni conosceranno com’erano fino a tre anni fa solo in fotografia. “Aree come Aleppo e Damasco, dove gli insediamenti umani risalgono a 7.000 anni fa, il Crac des Cavaliers (un castello crociato in arabo Qalaat al Hosn, “la fortezza imprendibile”), Raqa e Palmira hanno subito gravi danni”, ha rivelato oggi l’Istituto dell’Onu per la formazione e la ricerca in un rapporto in cui vengono analizzate 18 zone – sei dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO – trovando 290 siti direttamente toccati. Di questi siti 24 sono stati distrutti, 104 hanno subito danni importanti, 84 sono stati parzialmente danneggiati e 77 lo sono probabilmente. Danni sono stati verificati a Ebla, scavata dagli italiani dell’Università di Roma. A Qalaat Siman la chiesa di San Simeone lo stilita, una delle più antiche e monumentali basiliche bizantine, e’ stata saccheggiata per cavarne i blocchi di pietra. Per misurare la devastazione il rapporto dell’UNITAR presenta foto di siti prima e dopo l’inizio della guerra. Immagini da Aleppo mostrano crateri grigi e montagne di macerie attorno alla celebre Cittadella. Pesanti danni anche alla Moschea Umayyad che perso il minareto dell’undicesimo secolo. Foto da Palmira e Dura-Europos mostrano i segni di vasti saccheggi, con il terreno punteggiato dai segni di scavi clandestini. Le foto “testimoniano il danno in corso: sono necessari sforzi nazionali e internazionai per proteggere queste aree per salvare il salvabile”, ha chiesto l’UNITAR.

Fonte: Ansa.it

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