Published On: Mar, Feb 10th, 2015

Hit-parade delle diete

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di GIORGIA FIENI – Abbiamo discusso di diete intorno a Capodanno e discutiamo di diete intorno a Carnevale. È inevitabile. Quando l’occasione richiede di mangiare più del solito (in questo caso dolci) trascorriamo i giorni precedenti a cucinare e a sentirci in colpa in ugual misura.

Non mi stancherò mai di consigliarvi la dieta più efficace di tutte: varietà alimentare, porzioni ridotte e attività fisica costante. I ricercatori invece continuano imperterriti a confrontarle (alcuni anche a sostenere che fanno male perché tolgono concentrazione al lavoro) e a trovarne di mai sperimentate (come la “liposuzione alimentare”, a base di proteine e verdure, o la “fast metabolism”, con piccoli pasti frequenti), per farci gridare ogni volta al miracolo.

Secondo quelli della McMaster University di Hamilton la migliore è la low-carb, ma in generale tutte quelle da loro esaminate permettono una perdita di peso che può arrivare ai 12kg…basta solo non sgarrare e non saltare da una dieta all’altra.

L’University of Southern California a Los Angeles è convintissima che il digiuno non solo sia salutare, ma allunghi pure la vita: “Periodi prolungati di digiuno, correttamente gestiti dagli specialisti, innescano cambiamenti nel sistema immunitario e la sua rigenerazione stimolando il rinnovamento delle cellule staminali”. Perciò un giorno alla settimana o un weekend al mese potreste anche dedicarlo alla purificazione, nutrendovi solo di succhi e tisane, ma, mi raccomando, sotto controllo medico.

Infine, l’Università del Nord Carolina ha trasformato i pasti in calorie e poi in tempo impiegato per smaltirle e pare, dai loro studi, che quest’ultima sia l’informazione più efficace per convincere i consumatori a riflettere prima di comprare e ingoiare un determinato cibo.

Riflettere. Credo sia questo il consiglio migliore tra tutti quelli enunciati da questi eminenti studi. Riflettere sulla propria costituzione fisica, sul quanto valga la pena privarsi di determinati nutrienti, sul perché imbarcarsi in una restrizione non impostata sul nostro corpo…non è forse meglio pensare a non considerare il cibo sempre e soltanto come un nemico?

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