junk food

Una volta deciso che parlare sempre di diete è deleterio perché non ci aiuta a dimagrire né a gustarci il pasto, cambiamo completamente registro e stavolta parliamo di junk food.

Già il nome è tutto un programma: cibo spazzatura. Ma non dobbiamo farci confondere: è dovuto solo al fatto che mangiarne quantitativi esagerati non è salubre…sappiate però che nutrirsi solo di lardo e salsicce di animali allevati a km zero porta gli stessi problemi degli hamburger con patatine del fast food.

In realtà la componente psicologica di snack e fritti non è assolutamente da sottovalutare. Si inizia col profumo invitante che ricorda l’infanzia e le mangiate all’aperto con gli amici, si continua con la consistenza croccante che solletica i nostri polpastrelli e sveglia il nostro udito e si termina con un sapore avvolgente che coinvolge tutti i recettori del gusto, in bocca e oltre.

Senza contare che sono cibi uguali (tranne piccole variazioni di piccantezza e dolcezza) in tutto il mondo, e questa globalizzazione ci permette di ritrovare “un pezzettino di casa” ovunque. Pensate solo a quando all’estero riconoscete, tra mille, la scritta “pizzeria” e provate quel senso di soddisfazione perché finalmente sapete cosa state per mangiare (pure se è cucinata con la frutta esotica o con impasti che non possono nemmeno essere annoverati tra quelli conosciuti).

Diciamo, quindi, più in generale, che quasi tutto diventa cibo spazzatura…sono le quantità a trasformare in junk anche il cosiddetto “comfort food”, quello a cui ricorriamo nei momenti in cui abbiamo bisogno di consolarci o curare una sbronza o un’eccessiva abbuffata: sono sicura che ognuno di voi ha rimedi culinari “segreti” da applicare quando ha il cerchio alla testa o il cuore a pezzi o lo stomaco troppo pieno…cibi che agli altri faranno storcere la bocca, ma che sono irrinunciabili. Lo diventano anche i prodotti che ci ricordano i tempi passati: le chewing gum capaci di fare “palloni” enormi, il chinotto o la cedrata che bevevamo con gli amici nel parchetto, il latte coi cereali che gustavamo a colazione come ultimo momento di pace tra il sonno e la scuola… E pure il panino che di solito ordiniamo in un pub o in autogrill, il cocktail che abbiamo imparato a conoscere tramite le serie televisive (il Cosmopolitan di Sex and the city o l’Old fashioned di Mad man, per esempio) e la torta ammirata in tv da Ernst Knam o da Buddy Valastro.

Sono tanti quindi gli alimenti che possono attentare alla nostra salute…diciamo tutti, per semplificare. Occorre solo fare attenzione…non solo alla quantità, ma pure agli orari in cui li consumiamo. Volete saperne di più? Appuntamento alla prossima settimana.

 

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