Immigrazione:nuova tragedia in mare, 29 morti di freddo

Morti di freddo, dopo essere rimasti alla deriva su un barcone, mentre il mare era in condizioni proibitive. Sono 29 le vittime accertate dell’ennesima tragedia della disperazione consumata nel Mediterraneo, ma il bilancio potrebbe ancora salire. Un nuovo dramma che riaccende la polemica sui limiti di Triton, la missione gestita direttamente da Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere e che è subentrata all’operazione Mare Nostrum.

Un “orrore” come dichiara il presidente della Camera, Laura Boldrini, “persone morte non in un naufragio, ma per il freddo. Queste le conseguenze del dopo #MareNostrum”, aggiunge in un tweet l’ex portavoce dell’Unhcr. Le vittime- decedute tutte per ipotermia- facevano parte di un gruppo di 105 migranti che si trovava a bordo di un’imbarcazione alla deriva al largo delle acque libiche. La richiesta di aiuto alla Centro nazionale di soccorso operativa delle Capitanerie di porto di Roma e’ arrivata tramite un telefono satellitare nel primo pomeriggio di ieri. Scattato l’allarme, sono stati dirottati subito due mercantili che si trovavano in zona , il Bourbon/Argos e il Saint Rock, e contemporaneamente sono partite da Lampedusa due motovedette della Guardia costiera che in piena notte hanno completato il trasbordo dei migranti e ripreso la rotta verso Lampedusa.

Ma le operazioni di salvataggio sono state difficilissime, a causa delle condizioni proibitive del mare: forza otto e onde alte anche fino a nove metri, l’equivalente di un palazzo di tre piani. Una situazione pericolosa per tutti, che ha messo a rischio la stessa sopravvivenza dei soccorritori, come evidenzia la drammatica testimonianza del portavoce delle Capitanerie di Porto, Filippo Marini, mentre ancora erano in corso le operazioni: “I nostri uomini sono allo stremo e stanno mettendo a rischio la propria vita.

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