Published On: Gio, Feb 5th, 2015

Lettera al direttore della Voce di Parma

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Piazza_Garibaldi_a_Parma

Caro Direttore chissà cosa deve aver provato l’elettore di Vignali quando ha letto sulla Voce di Parma le intercettazioni telefoniche tra Vignali e il Direttore della gazzetta di parma Giuliano Molossi quando si scambiavano confidenze e favori sul quello che doveva poi essere scritto a proposito di questo o di quell’altro sulla gazzetta di parma, o quello che si dicevano Vignali e Borri ex Presidente dell’Unione Industriali a proposito di Polis quotidiano e di Angelo Buzzi, di Costa STT e di Marco Manfredi e quello che si dicevano a proposito di Alberto Monguidi,  l’assessore Roberto Ghiretti e  Carlo Jacovini per il passaggio dal Parma calcio di  Tommaso Ghirardi al Comune di Parma perché Vignali non poteva farne a meno per quanto riguardava lo stipendio di quest’ultimo per far quadrare la differenza tra il Parma calcio e il Comune di Parma (vedi intercettazioni pubblicate dalla Voce).

Questo signori miei è la città nella quale vivete e la città di cui andate tanto orgogliosi. Di tutte quelle persone che puntualmente ve lo hanno ficcato in quel posto, 800milioni di debito di cui vi siete fatto carico voi cittadini e che ancora oggi puntualmente venite informati o disinformati dalla vostra bene amata Gazzetta. Leggete leggete che tutto saprete.  A rigor di logica se nessuno avesse intercettato le telefonate e sbugiardato tutto l’andazzo su questa città nessuno mai avrebbe sospettato nulla ma siccome chi di sgarri ferisce di sgarri perisce Vignali si era illuso di essere inattaccabile e con uno scatto di ira o di orgoglio si rifiutò di realizzare la “Grande Metropolitana” che come il ponte dei sospiri doveva essere realizzata dal Pizzafantasy di Parma (a fag tutt mì) e chi si mette di mezzo lo spacco in due avendo dalla sua tutto il denaro e il potere che occorreva. Arlecchino servo dei due padroni che tutto all’occorrenza lui faceva; ma i conti senza l’oste non si possono fare, chi crede di essere quel verme strisciante, adesso gli faccio vedere io come lo schiaccio e con una mastodontica armata alla fine lo ha schiacciato davvero. Povero Vignali che brutta fine si è trovato a fare, all’improvviso il mondo gli è crollato sotto i piedi e ancora oggi non si regge molto bene, anzi per niente.

Ma come il più bravo dei picciotti, nulla dice, nulla sa, nulla ricorda, ma in cuor suo la rabbia cova e la vendetta? Sarà difficile da attuare anche perché non ne è più capace, o forse si? Ma aimè a voi parmigiani mi rivolgo che tutto o quasi sapete, ma che razza di gente siete che continuate a credere e comprare le notizie e le leggete come fossero verità assolute, voi non volete leggere la verità voi volete solo leggere “La verità costruita” ciò che vi va meglio sapere e non ciò che è meglio sapere: Non vi biasimo, ma vi compatisco, bisogna sempre legare l’asino dove vuole il padrone anche se il padrone è un asino. Contenti voi!!! Io no ho sempre preso l’asino a calci in culo anche se era il padrone perché a differenza di voi, di padroni non ne ho mai voluti e anche a quei giudici filo bancari e non del Tribunale di Parma che tanto mi stanno facendo tribolare dico: io gli asini e i padroni li ho sempre presi a calci in culo, prima o poi verrà anche il vostro turno, più prima; occhio al culo, il vostro naturalmente, non è che stando allo stadio in tribuna culo e camicia con avvocati ed ex banchieri i calci non si prendono. Si prendono si prendono. Fate attenzione perché chi nasconde gli scheletri negli armadi prima o poi deve aver paura che vengano fuori e quando gli scheletri prendono un calcio in culo vanno in mille pezzi. Asta la vista.

Stanno per arrivare altre intercettazioni c’è di che tremare anche per gli asini, si perché se non fossero stati asini non si facevano intercettare, ma gli asini si sa sono asini, anche se  si credono padroni.

Caro direttore le faccio due domande e vorrei che lei le continuasse a pubblicare per i prossimi mesi a venire. Perché nessuno indaga sul passaggio del Parma calcio a Ghirardi e che ruolo ha avuto la banca del Monte di parma e la sua dirigenza e adesso tra il Ghirardi e la nuova società? E perché nessuno indaga sull’astronomico buco di 400 milioni di euro di Banca Monte Parma e su chi ne ha la vera responsabilità? Se sarà così gentile da pubblicare questa lettera la ringrazio e la saluto cordialmente, credo che tanti altri parmigiani si facciano le stesse domande.

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