Published On: Mer, Feb 25th, 2015

L’ora del terrore

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Come i film che prevedono un sequel, nell’ultima puntata ci siamo lasciati con un dubbio, quello sugli orari in cui consumare i pasti. Ricercatori di tutto il mondo stanno infatti conducendo, da anni, approfonditi studi per scoprire che in certe ore del giorno ingurgitare cibo porta a ingrassare e/o ad aumentare stati depressivi o irritanti.

Nel 2014 il sito seasonalberries.co.uk l’ha identificata, pubblicandola sul Daily Star, nelle 16:12, spiegandola come “è il momento della giornata in cui le persone hanno maggiori probabilità di dare un calcio ai propri propositi di seguire una dieta sana o una dieta per perdere peso: è l’ora della merenda”.

Nel 2011  gli studiosi della dieta Atkins avevano individuato l’ora a rischio nelle 15:23 e la motivazione rimane la stessa: a metà pomeriggio i problemi sul lavoro e coi colleghi inducono anche il più rigoroso a sgarrare e a cercare uno snack goloso.

Qualche tempo prima un altro gruppo di scienziati si era proclamato deciso sulle 19:15…di venerdì, preferibilmente, quando ci si concede un aperitivo per festeggiare l’arrivo del fine settimana e, davanti ad un vassoio pieno di rustici, pizzette e tartine, nonché ad un bicchiere colmo di vino o di spritz, inevitabilmente “si assaggia qualcosina”.

Qualche mese fa, infine, per le celebrazioni del 50mo anno della Nutella, la ministra dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il viceministro per le Comunicazioni Antonio Catricalà si erano trovati d’accordo nel dire che all’una di notte facilmente si cerca un conforto spalmabile al cioccolato.

Come nota a margine sappiate pure che c’è un orario per i cocktail. Sì, è vero, fa parte della sua aura di comfort food il fatto di poterlo gustare in qualunque momento e anche quello che sia sempre proibito dalle diete (per cui sorseggiarlo assume ancora più fascino), ma è sul quale scegliere che cambia il punto di vista. Prima di cena meglio un aperitivo con un alcolico tendente al secco, per lasciare al post dinner un cremoso e aromatico tendente al dolce…ve lo consiglia uno dei barman più famosi di New York, però, non un ricercatore.

Già, perché non solo conta il concetto che si esprime, ma anche chi lo dice. Molte delle affermazioni qui riportate potrebbero essere finalizzate ad avvicinare o allontanare la nostra attenzione da certi tipi di prodotti. Il mondo della comunicazione accoglie infatti ricercatori seri ma anche tanti “persuasori occulti” (per dirla con il titolo di un bel libro di Vance Packard). Solo noi possiamo decidere se, e a chi, credere….con l’orologio in mano.

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