Published On: Mer, Mar 4th, 2015

A sostegno dell’ambiente

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Noi mangiamo, facciamo diete, leggiamo libri di gastronomia, cuciniamo. Ma c’è un altro problema di cui ci dobbiamo preoccupare, quello di salvaguardare non solo la nostra salute ma anche l’ambiente.

La SRA (Sustainable Restaurant Association) ha individuato alcune regole applicabili dai ristoratori ma che possono tornare utili a tutti. Si inizia col “guardate in faccia i vostri fornitori” (un rapporto più diretto con chi vende le materie prime aiuta non solo a scegliere le migliori ma anche ad evitare sprechi); ad essa seguono: “menu trimestrale” (per rispettare la stagionalità), “avere un orto” (per avere a km zero i vegetali di cui abbiamo più bisogno), “insegnate il risparmio energetico alla vostra brigata” (solo un’azione collegiale può cambiare la situazione, e la si ottiene tramite l’informazione ed il confronto), “separate i rifiuti” (una semplice accortezza che ancora fa fatica ad attecchire nelle nostre menti), “offrite diverse dimensioni delle porzioni” (per accontentare tutti i palati senza dover restituire pietanze in cucina), “sostenete iniziative benefiche a favore della comunità” e, infine, “dai visibilità ai tuoi fornitori” (consigli atti a porre l’accento globale sul problema).

Un altro stratagemma per migliorare la salute dell’ambiente è quello di utilizzare scarti alimentari per ottenere altri materiali. È dell’anno scorso l’idea di Ford (che già tempo prima aveva usato i chicchi di caffè come “benzina” – simultaneamente, o quasi, alla prima auto “a formaggio” progettata da studenti dello Utah) di creare un’auto vegana con plastiche di fibre di pomodoro, ma pure quella di Bmw di fabbricare i pannelli interni con canapa asiatica e quella di Lexus del vano bagagli di canna di zucchero; ad essi si accoda Yokohama con il pneumatico prodotto con olio ricavato dalle bucce d’arancia.

Idee che, declinate in maniera diversa, fanno il giro del mondo. In Turchia utilizzano il pistacchio, e altra frutta secca, per creare un combustibile utile per il riscaldamento. In Repubblica Ceca è stato progettato il Disposable Food Bowl, un contenitore per pizza e hamburger che può essere immesso nel terreno per farvi crescere una pianta. Ad Harvard hanno creato l’involucro per dolci commestibile.

Un po’ ovunque, infine, si stanno diffondendo non solo la conversione al mangiare vegetariano o addirittura vegano (questo tipo di dieta, ricordiamolo, ha 5 volte meno emissioni di una con carne rossa tutti i giorni), ma anche il “lunedi senza carne”. Basta un piccolo sforzo collettivo per salvare il mondo.

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