Published On: Mer, Mar 11th, 2015

Alla ricerca del diverso

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Il mondo alimentare è in continua evoluzione, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Così ogni tanto è bene fare un giro del mondo alla ricerca di ciò che ci incuriosisce.

Non possiamo non iniziare con l’hamburger nero, studiato da Burger King appositamente per il mercato giapponese: è il carbone di bambù a far cambiare colore a pane e formaggio, e poi c’è una salsa all’aglio (con nero di seppia, ovviamente). Ad esso si affianca l’hamburger più costoso al mondo, che ogni tanto fa parlare di se: quello del 2014, venduto a Londra, costa 1400euro e consta di 220g di macinato misto di manzo di Kobe e 60g di carne di cervo della Nuova Zelanda accompagnati da cuore di tartufo nero, brie, sale dell’Himalaya affumicato, astice canadese, zafferano iraniano, aragosta, sciroppo d’acero, pancetta, caviale Beluga, uovo di anatra affumicato, maionese, tè verde giapponese, mango di prima scelta e champagne.

Tanti ingredienti, indubbiamente, ma non calorici quanto quelli di The Hibernator, il panino venduto a Manchester. Esso prevede pure la firma di una dichiarazione di scarico di responsabilità, in quanto mai nessuno è riuscito a terminare questo piatto leggendario composto da: 8 fette di bacon, 8 salsicce, 4 uova fritte, 1 omelette col formaggio, 4 waffles, 4 toast, 4 fette di pane fritto, fagioli, patatine, pomodori, funghi e, accanto, un milkshake di taglia grande.

Molto più sicura e nutriente è invece la quinoa: dopo il 2013 dedicatogli, il seme degli Incas è diventata patrimonio mondiale in quanto conserva gli elementi di cui è naturalmente ricco; la serviamo in insalata, con le polpette, nel ripieno delle crespelle e perfino nei dolci! Lo stesso dicasi per il fieno, con effetti positivi sulla salute se proveniente da prati “sicuri” e  perfetto come ingrediente per le zuppe, come aiuto per la stagionatura dei formaggi e come aroma durante la cottura della carne.

Sono più numerose del previsto invece le specie di funghi esistenti sul pianeta, come hanno dimostrato due ricercatori inglesi che, analizzando una bustina su cui stava scritto “porcini secchi” ne hanno trovate, oltre alle cinque note, altre, provenienti dalla Cina, a cui hanno persino affibbiato un nome.

Infine, citiamo il caso del riso Basmati, capace di mettere pace tra India e Pakistan, visto che cresce al confine tra i due Stati, e facciamo un salto al Conflict Kitchen di Pittsburgh, un chiosco dove si preparano solo piatti provenienti da Paesi che con gli Usa sono appunto in conflitto. È una modalità intelligente non solo per dimostrare che tutto a tavola può trovare un accomodamento, ma anche per conoscere il diverso ed imparare non a combatterlo, ma ad apprezzarlo.

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