Published On: Gio, Mar 12th, 2015

Le autorità irachene: «Isis usa bombe al cloro. Ecco la prova»

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I peggiori timori alimentano la crisi mediorientale: in Iraq, sostengono le autorità irachene, i combattenti dell’Isis starebbero usando bombe al cloro. A conferma, le fonti irachene diffondono immagini di esplosioni a Tikrit, a seguito delle quali si libera nell’aria un caratteristico fumo arancione. Le immagini sono disponibili online sul sito dell’emittente.

 Gli attacchi

L’uso di gas clorino era già stato denunciato più volte lo scorso anno, in attacchi contro le forze di sicurezza irachene in Settembre, Ottobre, e poi in Dicembre. A Saqlawiyah, a nord di Fallujah, l’attacco era stato particolarmente cruento: 300 i soldati uccisi. In altre occasioni, i militari iracheni avevano accusato disturbi di vario genere, difficoltà a respirare, stordimento, forte pressione ai timpani. Nessuna prova certa, finora. Ma adesso è chiaro che le milizie islamiche stanno seminando sulle strade ordigni al cloro che, secondo Haider Taher, del nucleo artificieri iracheno, vengono fabbricate artigianalmente. I militari iracheni avrebbero disinnescato decine di ordigni negli ultimi mesi. Il gas che questi ordigni emanano è particolarmente tossico per chi lo respira: il cloro, infatti, brucia i polmoni quando viene inalato in grandi quantità, anche se non è dannoso come il gas nervino. La funzione di questi ordigni, sostengono gli esperti iracheni, è più che altro psicologica: la nube di fumo arancione che emanano con l’esplosione semina il panico tra soldati e civili nel Paese.

Il gas clorino

Il gas clorino viene venduto legalmente per l’uso industriale; ma il suo utilizzo in battaglia viola la Convenzione per le Armi Chimiche. Utilizzato per la prima volta nella Prima Guerra Mondiale, causò la morte di migliaia di soldati delle Forze Alleate a Ypres, in Belgio, quando i tedeschi ne dispersero 160 tonnellate nell’aria. L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ne ha denunciato l’utilizzo «sistematico» nei villaggi nel nord della Siria. In Iraq viene impiegato da anni.

 L’arsenale chimico

A preoccupare è però soprattutto l’arsenale chimico trafugato in Libia, dai magazzini del regime di Muammar Gheddafi in province centrali e meridionali del Paese. Una circostanza riferita da «fonti militari» riportate dal sito di Asharq Al-Awsat, l’autorevole quotidiano panarabo basato a Londra. Il quantitativo trafugato non è noto, precisava il sito del quotidiano filo-saudita. Ma un «responsabile militare» citato dalla testata avrebbe detto che «sfortunatamente» armi chimiche «esistono in luoghi noti alle islamiche legate al Parlamento rivoluzionario di Tripoli le quali ne hanno preso grandi quantitativi per usarle nella loro guerra contro l’esercito». E gli arsenali segreti in Libia che contengono micidiali armi chimiche come «l’iprite (gas mostarda) e il gas nervino Sarin» «potrebbero cadere nelle mani dei terroristi e magari dell’Isis», riferiva Asharq Al-Awsat.

fonte corriere

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