Published On: Lun, Mar 23rd, 2015

Ponte di San Polo: le Province di Parma e Reggio battono cassa alla Regione

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Chiesti 215 mila euro per intervenire sul crollo parziale di un tratto di traversa a valle del ponte sul Torrente Enza, sulla SP 513R. Fritelli e Manghi hanno scritto agli Assessori alle Infrastrutture Donini e alla Protezione Civile Gazzolo e ad Aipo. Intervento rapido o rischi per la stabilità.
Quando si è sciolta l’abbondante neve caduta il 6 e 7 febbraio 2015 sui territori parmensi e reggiani, per il torrente Enza sono arrivate le piene e per il ponte di San Polo sono stati guai: un tratto di traversa, collocata subito a valle del ponte della SP 513R, è crollato a seguito dello scalzamento al piede.

L’hanno verificato i tecnici delle Province di Parma e Reggio, in un sopralluogo congiunto che si è svolto il 13 marzo scorso.
La situazione è grave: a causa del rilevante dislivello idraulico dell’area, se non si interviene alla svelta lo scalzamento è destinato ad amplificarsi e ad interessare le fondazioni del ponte mettendone a rischio la stabilità strutturale.
E si tratta di un ponte su cui scorre un traffico veicolare e commerciale non indifferente.

Così, i Presidenti della Provincia di Parma Filippo Fritelli e di Reggio Emilia Gianmaria Manghi hanno scritto agli Assessori alle Infrastrutture Donini e alla Protezione Civile Gazzolo per chiedere alla Regione un primo finanziamento di € 215.000 in base dell’art. 10 della legge regionale 1/2005 per tamponare rapidamente il crollo.
Diversamente, non potranno intervenire, per l’ormai cronica mancanza di risorse finanziarie; tra l’altro, di recente la Provincia di Parma è stata costretta ad intervenire con fondi propri per chiudere una falla in sponda sinistra per un importo di circa 30.000 €.
L’attuale crollo è posto in massima parte nel territorio reggiano, perciò i due enti hanno concordato di affidare alla Provincia di Regio Emilia il ruolo di ente capofila per la realizzazione di un intervento urgente di ripristino, che consiste nella fornitura e posa di massi cementati a difesa del tratto di traversa crollato e di altri tratti a rischio.

Fritelli e Manghi hanno informato della situazione anche l’ing. Mioni Direttore di Aipo, ente gestore del tratto del torrente, e hanno chiesto un suo intervento immediato, in quanto oggi il ponte con la sua traversa di valle di fatto svolge il compito di salvaguardare il tratto superiore dell’alveo da una erosione che potrebbe mettere in difficoltà le derivazioni idriche e la sicurezza idraulica del territori parmensi e reggiani posti a monte.
Trattandosi pertanto di un fenomeno connaturato al corso d’acqua, i due Presidenti chiedono ad AIPO in qualità di ente gestore, di intervenire nel tratto tra Montecchio e San Polo d’Enza con interventi di regimazione al fine di stabilizzare il fondo dell’alveo del torrente Enza.
Se tale intervento non verrà effettuato, precisano Fritelli e Manghi,  saranno vanificati gli interventi realizzati dagli enti gestori della viabilità in via d’urgenza, per proteggere le pile del ponte tra San Polo d’Enza e Traversetolo.

I DATI TECNICI
L’alveo del Torrente Enza è interessato ormai da tempo (anni ′60) da un fenomeno regressivo di abbassamento del talweg a seguito pure delle massicce escavazioni per la costruzione dell’A1 e della sua terza corsia.
Già negli anni ′80 il fenomeno fu oggetto di diversi studi ed interpellanze in Regione. Fu poi necessario salvaguardare il ponte sullo stesso Torrente Enza a Montecchio (1964) e successivamente le opere di presa del Canale della Spelta.
L’abbassamento del talweg supera oggi i 7÷8 metri rispetto al 1960 e, seppur rallentato negli ultimi anni, ha comportato interventi di protezione per salvaguardare le fondazioni. Interventi diversificati (tetrapodi, traversa, massi intasati di cls).
La traversa di cui all’oggetto funge da briglia, evitando il propagarsi verso monte del fenomeno di abbassamento del talweg, funzione peraltro impropria.

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