Published On: Mer, Apr 1st, 2015

Airbus Germanwings: gli ultimi istanti prima dello schianto, spunta un video. Lufthansa sapeva

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La compagnia ha intanto cancellato la festa per i suoi 60 anni

“Ultimi istanti prima dello schianto”. Il sito del settimanale francese Paris Match racconta gli attimi fatali del volo Barcellona-Dusseldorf di Germanwings, schiantatosi la scorsa settimana sulle Alpi, grazie a un documento esclusivo, un video girato con un telefono cellulare e recuperato tra i detriti dell’aereo da “una fonte vicina all’inchiesta”. Le riprese, che il sito descrive, confermano la ricostruzione proveniente dalle registrazioni della scatola nera: il copilota chiuso a chiave nella cabina, e il pilota che bussa disperatamente per tentare di entrare. “La scena è talmente caotica che non si distingue nessuno – spiega Paris Match – ma le grida dei passeggeri rivelano che erano perfettamente coscienti di ciò che stava per succedere”. Il sonoro è ben più eloquente delle immagini. “Si sente gridare ‘mio Dio’ in diverse lingue. Si sentono anche, per almeno tre volte, dei colpi metallici che lasciano pensare che il pilota stia tentando di aprire la porta del cockpit con un oggetto pesante”. Con molta probabilità, l’ascia di sicurezza sempre presente sugli aerei passeggeri, come già ipotizzato nei giorni scorsi dopo il primo esame dei dati della scatola nera ritrovata. A pochi secondi dalla fine, si vede una forte scossa, e le grida improvvisamente si intensificano. Poi, il video si interrompe bruscamente.

Nel 2009, prima di riprendere l’addestramento dopo diversi mesi di interruzione, Andreas Lubitz aveva scritto alla scuola piloti Lufthansa informandoli di ”un grave episodio depressivo poi rientrato”. Lo rende noto la stessa compagnia.
La Lufthansa specifica di aver consegnato agli inquirenti numerosi documenti interni, anche di natura medica, e tutti gli scambi di mail intercorsi tra il pilota e la scuola. Dopo l’interruzione, precisa Lufthansa, ”al copilota è stata confermata la necessaria abilitazione medica al volo”.

Lufthansa cancella festa per 60 anni compagnia
“Per rispetto nei confronti delle vittime” del volo Germanwings precipitato nel sud della Francia, Lufthansa ha cancellato le celebrazioni previste per il sessantesimo anniversario della fondazione della compagnia. Lo rende noto la stessa Lufthansa. Al posto dell’evento inizialmente programmato per il 15 aprile, il gruppo parteciperà il 17 aprile nel duomo di Colonia alla commemorazione delle 150 vittime del disastro aereo, e trasmetterà la cerimonia anche per i suoi dipendenti.

Andreas Lubitz, il copilota del volo Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi, prima di iniziare la carriera professionale di pilota era stato classificato come ”a rischio suicidio” ed era per questo in terapia. Lo ha reso noto la procura di Duesseldorf. Il trattamento psicoterapeutico era stato comunque concluso prima dell’inizio del percorso che lo ha portato alla licenza di volo professionale, ha precisato ancora il portavoce parlando durante un incontro con la stampa convocato in procura nella città tedesca.

Il certificato di idoneità attuale di Andreas Lubitz “è stato rilasciato nel 2014 dal centro aeromedico della Deutsche Lufthansa AG di Monaco”. Lo ha detto all’ANSA il Luftfahrtbundesamt (Lba), l’istituto medico federale tedesco cui ieri Lufthansa aveva rimandato per le responsabilità circa l’idoneità al volo del co-pilota della Germanwings.

“Per l’amor di Dio, apri la porta!”. Sono queste le ultime parole del comandante della Germanwings, rivelate dalla scatola nera dell’aereo caduto sulle Alpi. Lo riferisce la Bild am Sonntag. Secondo il tabloid, nella registrazione si sente urlare anche “Apri questa maledetta porta!”.

Il tabloid Bild am Sonntag ipotizza che la ragazza di Andreas Lubitz sia incinta. Titola infatti: “La ragazza di Lubitz aspetta un bambino?”. Sabine L., ricorda Bild, viveva a Dusseldorf con il copilota della Germanwings, che ha fatto schiantare l’Airbus 320, martedì scorso. Secondo Spiegel, i due avrebbero voluto sposarsi.

Gli investigatori hanno trovato antidepressivi nell’appartamento di Andreas Lubitz, il copilota responsabile dello schianto dell’Airbus A320 con 150 persone a bordo. Lo riferisce il quotidiano tedesco Die Welt am Sonntag. Quest’ultimo cita uno degli investigatori il quale ha detto che Lubitz soffriva di una “grave malattia psicosomatica” e la polizia ha trovato farmaci per curarla. La stessa fonte ha aggiunto che il copilota soffriva anche di “una grave depressione e sindrome da affaticamento”.

Una malattia nascosta che è improvvisamente riemersa dopo una banale crisi di coppia, provocando una strage. Andreas Lubitz, il co-pilota dell‘Airbus 320 della Germanwings che ha causato lo schianto dell’aereo con 150 persone a bordo contro una montagna francese soffriva di depressione, ma nessuno dei suoi datori di lavoro lo sapeva. ”Un giorno – aveva confidato alla ex fidanzata – farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno. Lo ha fatto – ha detto – perché si è reso conto che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno di lavorare per Lufthansa, di un lavoro come capitano e come pilota di voli a lungo raggio sarebbe stato praticamente impossibile”.

Privatamente esce l’immagine di un uomo gentile: ”Durante i voli era una persona carina e aperta. Privatamente era molto tenero, un uomo che aveva bisogno d’amore. Era una brava persona, in grado di essere tanto dolce. Mi regalava fiori”, racconta sotto anonimato la ventiseienne, che fa l’assistente di volo. Poi il quadro cambia: ”Abbiamo parlato sempre molto anche di lavoro e in quei frangenti era un’altra persona. Si arrabbiava per le condizioni in cui dovevamo lavorare. Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione”.

Nyt, Lubitz aveva un problema agli occhi – Andreas Lubitz si era sottoposto ad un trattamento perché aveva un problema agli occhi che potrebbe aver messo in pericolo la sua capacità di continuare a lavorare come pilota. Lo riferisce il New York Times che cita due fonti vicine alle indagini. La rivelazione del possibile problema agli occhi fornisce un nuovo elemento sul 28enne pilota che ha fatto schiantare l’Airbus contro le alpi francesi con 150 persone a bordo. Non è chiaro quanto grave fosse il problema o se sia legato alle sue condizioni psicologiche.(

Secondo la giovane Lubitz aveva già in mente per questo un gesto eclatante: ”Da quando ho sentito del disastro mi torna sempre in mente una frase che ha detto. ‘Un giorno farò qualcosa che cambierà l’intero sistema e tutti allora conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno’. Non ho mai capito cosa intendesse, ma ora ha un senso”. La relazione è durata cinque mesi, in cui i due hanno spesso volato insieme e condiviso stanze d’hotel nascondendo la relazione ai colleghi, racconta Bild. ”Ci siamo conosciuti l’anno scorso su un volo, ci siamo scambiati i numeri di telefono e siamo rimasti in contatto. Di lì le cose sono cresciute, ma non ho mai voluto che diventasse ufficiale. Per questo ci incontravamo in hotel, perché non mi piace mischiare l’amore con il lavoro”.

La procura di Dusseldorf ha trovato nell’appartamento del copilota Andreas Lubitz un certificato di malattia per il giorno della tragedia. Lo riferisce lo Spiegel, mentre gli inquirenti riferiscono che l’uomo avrebbe nascosto a Germanwings i suoi problemi. In particolare, nel 2009 gli fu diagnosticato ‘un grave episodio depressivo poi rientrato’ e sarebbe stato sotto trattamento psichiatrico per un anno e mezzo. Inoltre di recente avuto ‘una crisi di coppia con la sua ragazza’. La procura continua a escludere moventi di carattere politico-religioso, e non ha trovato nessuna lettera d’addio.

In centro volo Montabaur, Lubitz era ‘normale’ – “Non mi sono mai accorto di una cosa del genere. Mi è sempre sembrato un ragazzo assolutamente normale. Dei problemi di cui parla oggi la Procura non so nulla”. Dieter Wagner, membro dell’Associazione di Volo LSC di Montabaur, racconta all’ANSA davanti agli aerei leggeri utilizzati dai giovani della zona, di aver conosciuto bene Andreas Lubitz . Era amico di mia nipote”, aggiunge, ribadendo che nessuno all’Associazione, a suo avviso, sarebbe stato a conoscenza dei problemi psicologici del copilota di Germanwings. Un altro associato, Ernst Mueller, descrive gli alianti utilizzati dai giovani di Montabaur. Mostrandone uno bianco, a due posti, senza motore, l’uomo spiega: “su un modello come questo, se non proprio su questo aereo, ha imparato a volare Andreas Lubitz”. Mueller racconta di aver smesso di volare da qualche anno a causa di una problema agli occhi, “non si può volare se non si è nelle condizioni giuste”. Il ragazzo di cui tutti parlano oggi nel piccolo centro tedesco, lui non lo conosceva. “Sono troppo anziano, non conosco quelli così giovani”, conclude prima di accingersi a riparare un piccolo mezzo di volo leggero nell’hangar che si trova a pochi chilometri dalla casa del pilota responsabile del disastro aereo di Germanwings.

“La passione di Lubitz era volare sulle Alpi”. Lo ha raccontato all’ANSA Dieter Wagner, nel Centro volo di Montabaur, cittadina di origine del copilota di Germanwings responsabile del disastro. “Con l’Associazione – ha affermato l’uomo – abbiamo fatto delle escursioni sulle Alpi francesi. Lui era amico di mia nipote e volavano insieme”. Nella missione in Francia con l’Associazione avrebbero sorvolato una zona a pochi chilometri da dove è avvenuto l’impatto dell’Airbus A320 con la montagna.

LA RICOSTRUZIONE DEL DISASTRO – L’analisi delle scatole nere non lascia dubbi. Andreas Lubitz si era barricato all’interno della cabina con l’intenzione di “distruggere l’aereo”.. Ha lasciato il comandante fuori, ed ha lanciato l’airbus della GermanWings contro la montagna provocando una carneficina. Secondo il sito web che monitora i voli civili Flightradar24, i dati del transponder mostrano che l’autopilota del volo 9525 della Germanwings è stato riprogrammato da qualcuno in cabina di pilotaggio in modo da modificare l’altitudine dell’aereo da 38.000 a 100 piedi. “Tra le 9:30’52” e le 9:30’55” – si legge sul forum di Flightradar24 – l’autopilota è stato modificato manualmente da 38.000 piedi a 100 piedi e 9 secondi dopo l’aereo ha iniziato a scendere, probabilmente con l’impostazione ‘discesa aperta’ dell’autopilota”.

Dalla scatola nera dell’airbus del Germanwings ritrovata risulta infatti che prima il copilota Andreas Lubitz ed il comandante chiacchieravano. Poi il comandante è uscito fuori dalla cabina ma al ritorno ha trovato trova la porta sbarrata ed ha cercato di aprirla.

fonte ansa

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