Published On: Mer, Apr 1st, 2015

I giudici di Renzia scudo delle Coop rosse

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Mafia Capitale con Salvatore Buzzi e Massimo Carminati ha reso evidente lo snaturamento delle coop rosse, un sistema trasversale con rossi e neri che si spartiscono i soldi sul traffico degli immigrati alle spalle degli italiani. Come ha riferito Buzzi “Il traffico di droga rende meno”. E’ il filo rosso delle inchieste, da quelle nascoste ai tempi di Tangentopoli da cui è stato fatto emergere solo o quasi Primo Greganti a Filippo Penati e, più di recente, passando per l’ex sindaco pd di Venezia Giorgio Orsoni, fino al sindaco pd Marino e al pd di Mafia Capitale.

Come è stato detto, il Pd, a quanto pare, non lavora per i cittadini ma per se stesso, non rappresenta la società ma solo i suoi eletti, “coperti” insieme a Renzi dalla campagna acquisti ed immissione nella amministrazione politica della magistratura targata Pd. Un partito, quindi, che lavora per sè, per i propri eletti e per amici e parenti “coperto” dai giudici arruolati come “scudi umani” a protezione.

E’ tuttora all’anti corruzione l’ex magistrato Raffale Cantone, alla giunta di centro sinistra per la legalità e la “moralità” Alfondo Sabella oggi magistrato-assessore romano, poi c’è alla legalità di Firenze l’ex procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, e presiede oggi la commissione del governo Renzi per la riscrittura delle leggi antimafia Nicola Gratteri, c’è poi anche Francesco Greco che sarebbe dovuto entrare all’agenzia delle entrate al posto di Befera ma, messo in attesa, è attualmente tra i papabili alle infrastrutture liberate dall’addio di Lupi.

La ragnatela delle coop rosse legate al capo Buzzi/Carminati di Mafia Capitale parte da Legacoop, la lega delle coperative rosse, capitanata da Mauro Lusetti, affiancato dal direttore generale Aldo Soldi; la Legacoop controlla il gruppo assicurativo Unipolsai.

L’attuale ministro del lavoro di Renzi Poletti presiedeva fino a qualche tempo fa Coopfond spa che gestisce il fondo mutualistico delle cooperative rosse, controllata al cento per cento da Legacoop. La coopfond di Poletti fino all’altro ieri è stata guidata nientedimeno che da Salvatore Buzzi di Mafia Capitale e, disponendo di partecipazioni per 251 milioni di euro e gestendo un fondo di riserva da 412 milioni, fantasticava soluzioni circa la possibilità di emettere minobbligazioni.

La coopfond ha partecipazioni in società come la Cooperfactor, società di factoring di Legacoop, la Cooperfidi Italia che ha in sè cooperative anche bianche, e la Cooperare spa dotata finanziariamente di 270 milioni circa di euro e di investimenti in nove società cooperative per 303 milioni di euro. La Cooperare spa ha una quota di Finsoe con cui controlla Unipol assicurazioni, investe nelle concessioni autostradali, nelle energie rinnovabili e in colossi di cooperazione rossa come Manutencoop e Cmc di Ravenna.

Nell’azionariato di Coooperare spa ci sono la Coopfond, Ccfs un consorzio finanziario che opera come banca del sistema, cinque finanziarie territoriali di sistema delle coop rosse e tutti gli azionisti di Cooperare hanno un patrimonio netto aggregato di 700 milioni di euro. Si tratta di un sistema finanziario complesso, riconducibile allo spazio territoriale sull’asse tra Bologna e Reggio Emilia, precisamente all’attuale ministro Poletti così come a Delrio ex-sindaco di Reggio Emilia oggi sottosegretario al governo di Renzi.

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