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L’Expo si sta avvicinando a grandi passi. E il punto forte di questa mostra sono i prodotti tipici, italiani e di tutto il mondo. È giunto quindi il momento di guardarci attorno e capire dove il nostro patrimonio nazionale è collocato nel mondo della gastronomia.

Vi tranquillizzo subito. Non corriamo particolari rischi: nonostante la crisi e il calo dei consumi continuiamo a contraddistinguerci per la nostra forza nel mantenere le tradizioni.

Una tenacia che il mondo ci invidia e rispetta. McDonald’s, per fare un solo esempio di multinazionale, ogni tanto immette sul mercato panini che contengono prodotti italiani: dalla salamella ai crauti, dalle insalate alla pizza (facendo attenzione comunque che anche i loro prodotti – pollo, manzo, patate – siano di provenienza locale).

La piattella canavesana, la lenticchia di Ustica, la fava di carpino e il cece nero della Murgia carsica sono anche andati nello spazio con Samantha Cristoforetti, assieme ad altri presidi Slow Food. La celebre astronauta, infatti, che seguiamo nei suoi passaggi sulla Terra e nelle sue bellissime e suggestive fotografie, coi suoi colleghi ha voluto materie prime di qualità, prodotti stagionali e alimenti locali, chiudendo tutto in buste impermeabili all’aria capaci di conservare i prodotti per 24 mesi a temperatura ambiente.

Frutta e verdura a km zero sono venduti non solo nei mercati, ma anche via internet, sotto l’ombrellone e sulle piste da sci, con l’intenzione di farli conoscere e apprezzare…per far sentire la differenza di gusto tra un prodotto in stagione e uno no e per riprendere la passione, a volte un tantino sopita, per minestre e zuppe.

L’olio extravergine sta per avere una carta d’identità del frantoio, un vero e proprio percorso di tracciabilità in modo che ogni bottiglia abbia la sua storia ben chiara e identificabile, certificata dall’Unione Europea, per evitarne le continue frodi. Il 916, per esempio (peso specifico di tale olio) sarà anche diviso in categorie: bohemien, casual, chic e classic.

Fuori dall’Italia però ci conoscono anche per le manovre politiche legate agli alimenti: il Patto della Sardina di Bossi (con Buttiglione e D’Alema), il Patto della Crostata di Berlusconi (con Fini, D’Alema e Marini), il Patto della Frittata di Fini (con Berlusconi e Veltroni) e il Patto del Tortellino di Renzi (con Sanchez, Valls, Samson e Post)…ecco…alcuni di questi prodotti tipici forse è meglio lasciarli stare.

 

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