25 Aprile: Mattarella e Renzi ad Altare Patria per 70/o

1945-2015, celebrazioni in tutta Italia e concerto davanti al Quirinale

Grida, insulti e qualche spintone, a Milano, durante il corteo del 25 aprile, al passaggio della Brigata ebraica. La polizia ha contenuto i manifestanti, gruppi filo-Palestina e antisionisti, impedendo il contatto. “Fuori i sionisti dal corteo”, gridano in piazza s.Babila, dove però in molti tra i presenti applaudono la Brigata. gruppi ebraici, dietro uno striscione dell’associazione Amici di Israele, e alle bandiere della Brigata ebraica sono entrati in piazza San Babila dove il corteo curvava in direzione di piazza Duomo, cantando ‘Bella ciao’. Dall’altra parte, dietro un nutrito schieramento di agenti in tenuta antisommossa, i contestatori urlavano “assassini, assassini” e “Fuori i sionisti dal corteo”. Con insulti, e il lancio di qualche bottiglietta d’acqua, ai quali dal corteo hanno risposto con il coro “fascisti, fascisti”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso la sua solidarietà a chi ha sfilato a Milano con le insegne e nel ricordo dei partigiani della brigata Ebraica di fronte agli insulti ricevuti. “Il 25 aprile è festa di tutti – sottolinea Renzi – festa di liberazione nel ricordo di chi ha combattuto per la nostra libertà e la democrazia, festa di unità e non di divisione e polemica”.

 

Mattarella a Milano: ‘Tenere alta la guardia contro la Corruzione’
Fuori programma oggi al Teatro Piccolo di Milano 
dove alla presenza del capo dello Stato, celebrando il 25 aprile, la platea intona a sorpresa ‘Bella ciao’. Tutto il pubblico canta a lungo la canzone simbolo della Resistenza ed il presidente Mattarella, sorridente, tiene il ritmo della canzone con l’applauso.

 

“Oggi – ha detto il Presidente – la nostra Repubblica celebra un sentimento di libertà che è diventato pietra angolare della nostra storia e della nostra identità. Dopo gli anni della dittatura l’Italia è riuscita a riscattarsi, unendosi alle forze che in Europa si sono battute contro il nazifascismo, anticipazione del percorso che avrebbe portato poi all’avvio del progetto europeo e che noi siamo chiamati ancora a sviluppare. La rivolta morale del nostro popolo contro gli errori della guerra, contro le violenze disumane del nazifascismo, contro l’oppressione di un sistema autoritario non è esercizio da affidare saltuariamente alla memoria. Stiamo parlando del fondamento etico della nostra nazione. Oggi è la festa della libertà di tutti: una festa di speranza ancor più per i giovani. Battersi per un mondo migliore è possibile e giusto, non è vero che siamo imprigionati in un presente irriformabile”.

“Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione. Vuol dire contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali. Sono una piaga aperta nel corpo del Paese”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo per il 70/o della Liberazione dal Piccolo Teatro di Milano. “Le istituzioni devono tenere la guardia alta”, sottolinea.

Il presidente della Repubblica, accompagnato dalla figlia Laura, in mattinata aveva ha deposto all’Altare della Patria una corona d’alloro per il 70/o anniversario della Liberazione. Con il capo dello Stato, accolto dalle Forze Armate in picchetto d’onore, anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro della Difesa, Pinotti, il sindaco di Roma Marino, il vicepresidente della Camera, Giachetti. Successivamente Mattarella è volato a Milano.

Il presidente del Senato,  Piero Grasso, ha visitato invece il Museo storico della Liberazione in via Tasso, a Roma. “La memoria indelebile di quanto si trova in questo museo, scolpito negli occhi dei visitatori – ha detto –  li aiuterà nella loro vita a poter costruire insieme un futuro di libertà e democrazia”. Al suo arrivo nel museo, il presidente del Senato è stato accolto da un coro di studenti, con i quali ha cantato l’inno nazionale. “E’ sempre molto commovente venire qui. Per me non è la prima volta – spiega – ma ho voluto tornare in questa importante ricorrenza. Dai graffiti che si vedono sui muri emerge un’emozione indescrivibile. Tutti dovrebbero venire qui per avere la consapevolezza di quanto sia importante lottare per la libertà e la democrazia”.


A Cagliari,
 quasi duemila persone hanno preso parte al corteo per il 25 aprile. Presenti anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, e vari esponenti della Giunta regionale. In prima fila la “partigiana” (a quei tempi aveva quindici anni) Grazia Tibaldi, torinese: durante la marcia ha raccontato a Zedda le vicissitudini della sua famiglia ai tempi della lotta. Sul palco di piazza del Carmine sono saliti gli studenti delle scuole cagliaritane per alcune riflessioni sui temi dei valori della Resistenza.

Reggio Calabria, tre partigiani hanno partecipato alla manifestazione per ricordare la Liberazione. Si tratta di Anna Condò, staffetta partigiana; Aldo Chiantella e Fortunato Quattrone. Quest’ultimo il 25 aprile del 1945 si trovava a Milano e sfilò a piazzale Loreto accanto a Pertini. Il Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, insieme al sindaco, Giuseppe Falcomatà, ed al presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, hanno deposto una corona d’alloro davanti alla Stele del Partigiano. All’iniziativa hanno partecipato anche i rappresentanti istituzionali ed il presidente provinciale dell’Anpi, Sandro Vitale. Il sindaco di Reggio Calabria ha definito i cittadini di oggi “figli di una nuova Resistenza, contro le minacce alla libertà e alla legalità continuiamo ad essere partigiani di una città che ha ritrovato la democrazia e la libertà”.

 fonte ansa

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