Published On: Ven, Apr 3rd, 2015

Peschereccio affonda a Civitanova Marche, 2 vittime e 2 dispersi

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Affonda peschereccio: fra ipotesi uno spostamento del carico

L’incidente al largo di Civitanova Marche

Tragedia del mare al largo di Civitanova Marche. Due marittimi sono morti nel naufragio del peschereccio lo ‘Sparviero. Due i dispersi e due i marinai tratti in salvo.

La motonave, che prelevava cozze in impianti di miticoltura, era iscritta al Compartimento marittimo di Rodi Garganico.

Sono Michele Fini, 25 anni, di San Giovanni Rotondo (Foggia), e Giorgio Toma Viorel, 19 anni, romeno, le due vittime del naufragio dello ‘Sparviero’. Romeni anche i due dispersi, Maroga Costeli, 35 anni, e Simion Vasile, 39. Sono invece salvi e illesi Leonardo Coccia, 23 anni e Aldo Leo, 37, residenti a Cagnano Varano (Foggia).  Sul posto operano 4 motovedette della Guardia costiera, i sommozzatori del Nucleo subacqueo dell’Ufficio marittimo di San Benedetto del Tronto, un aereo della Guardia costiera e un elicottero dei vigili del fuoco.

Il peschereccio potrebbe essersi inclinato e poi rovesciato per uno spostamento del carico o di materiale troppo pesante a bordo. E’ l’ipotesi prevalente al centro degli accertamenti della Guardia costiera e della procura della Repubblica.

Lo ‘Sparviero’ è un motopesca a due motori, lungo 16 metri per 16 tonnellate di stazza lorda, costruito nel 1997 e iscritto al Compartimento marittimo di Rodi Garganico. La nave raccoglie cozze per conto della Euromitili di Cagnano Varano (Foggia).

“Questa notte avevamo fatto un carico di 60-80 quintali di cozze quando è arrivata un’onda anomala da levante che ha spostato il carico tutto da un lato e ha fatto rovesciare l’imbarcazione. Il comandante ha fatto in tempo a dare l’allarme ma prima dell’ arrivo dei soccorsi siamo rimasti in mare per circa un’ora e mezzo” dice Aldo Leo, il marittimo 37enne scampato al naufragio.

Il comandante dello ‘Sparviero’, Leonardo Coccia, in ospedale a Civitanova Marche, non è stato ancora ascoltato ma la dinamica del naufragio, afferma il comandante della Capitaneria di porto di Ancona, l’ammiraglio Francesco Saverio Ferrara, fa pensare che i marinai (soprattutto i romeni, mentre su Michele Fini, 25 anni, una delle due vittime, sono in corso verifiche) non fossero regolari e che non avessero l’esperienza necessaria. Come pure un ruolo nel disastro potrebbe averlo avuto l’ingente carico di mitili pescati. “Non appena recupereremo il relitto – dice l’ammiraglio – potremo fare accertamenti sull’assetto statico e dinamico della barca. Verificheremo se il personale era imbarcato regolarmente e accerteremo tutte le responsabilità”.

Il vice ministro dei Trasporti Riccardo Nencini ha espresso il suo cordoglio alle famiglie delle vittime ed è costantemente in contatto con la Capitaneria di Ancona. La Commissione infortuni sul lavoro del Senato aprirà un’inchiesta sulla vicenda.

fonte ansa

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