Published On: Dom, Apr 12th, 2015

Salvo Sottile alla Ubik con “Cruel”, il suo nuovo romanzo giallo

10439401_702663006522194_1151272461320508942_nSabato 11 aprile alla libreria Ubik c’era il pienone. Non che i suoi eventi siano solitamente snobbati, ma in pochi casi la saletta di via Oberdan aveva cominciato ad assomigliare ad un barattolo di sardine. E’ successo con Paola Maugeri, con Luca Bianchini, in particolare, e stavolta con Salvo Sottile. Il giornalista palermitano, noto soprattutto per la conduzione di popolari programmi tv come Linea gialla (la7) e Quarto grado (rete 4) ha presentato a Parma il suo nuovo libro: Cruel.

Di romanzi ne aveva già scritti due: Maqeda, nel 2007, e Più scuro di mezzanotte, nel 2009, tutti coerenti con la vena noir che evidentemente percorre la penna di Sottile. Con Cruel si conferma una tendenza, una vocazione alla cronaca giudiziaria che in sede di prosa si traduce in quella che egli definisce “la grande letteratura gialla, espressione del dolore umano”; cita in proposito Doestoevsky, che col suo celeberrimo Delitto e castigo sfogò i propri rancori e strabiliò il mondo della narrativa.

A moderare l’incontro c’è Giovanni Cola, di Tv Parma, che ascolta il fiume di parole riversate dall’autore sul pubblico innamorato: Sottile passa in rassegna tutti i casi più eclatanti di cronaca nera italiana, non risparmiando una grande critica alla televisione, sua madre nutrice: la tv inganna il proprio pubblico, spesso celebrando una giustizia “lombrosiana”, più alla ricerca di un colpevole a tutti i costi che non di una giustizia vera e propria.

Cruel è un affresco dettagliato del mondo del giornalismo investigativo, che l’autore ha avuto modo di conoscere da vicino nel corso della propria carriera; la redazione di un popolare crime-magazine, un commissario specializzato in omicidi e un giornalista eccentrico e talentuoso costituiscono la cornice del romanzo, sulle cui pagine scorre il sangue di Marta Luci, studentessa universitaria assassinata in un ospedale psichiatrico abbandonato. Per Sottile “la morale in fondo a Cruel è che bisogna avere il distacco giusto, quando si parla di certe cose”. Ma soprattutto che la verità non è mai una, che niente rimane uguale a se stesso quando a illuminarlo sono luci diverse: è la giustizia pirandelliana.

Sottile è siciliano e l’autore di Così è (se vi pare) evidentemente lo conosce bene. Tanto da citarlo, e fare tesoro del suo insegnamento che è un po’ il cemento con cui costruisce la trama di Cruel. Nell’aletta del libro, infatti, si legge: “non esiste mai un colpevole certo né una sola verità. Semmai ce ne sono tante, tutte valide, tutte spendibili e tutte solide agli occhi della logica fino a quando non arriva una verità più forte che si posa sull’ultima e fa crollare tutte le altre, come in un domino.”

Non resta che scoprire questo romanzo che, a detta dell’autore, “ci costringe a sgravarci dai nostri pregiudizi imparando ad andare a fondo”, per scoprire l’amara verità che si nasconde dietro a ogni grande caso di cronaca nera: il male è in tutti noi, “il male è la normalità” dice Sottile, “aspetta solo di esplodere”. E se lo dice lui, che da vent’anni il male lo indaga e lo racconta, possiamo credergli.

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