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Abbiamo sempre pensato di essere noi. Al massimo la mamma, che guarda cosa c’è in frigo e in dispensa. Pare però che le cose stiano per cambiare: d’ora in avanti ci penserà il clima a decidere cosa mangeremo.

Ve ne sarete di certo accorti tutti: le piogge sono più abbondanti e capaci di distruggere le coltivazioni in certi luoghi, mentre in altri le temperature sono in aumento e così la siccità. Entrambi sono fenomeni con conseguenze non facili da gestire sia nel breve che nel lungo periodo. Inoltre “non ci sono più le mezze stagioni”, tanto per usare un proverbio famoso, perché in un solo pomeriggio si passa dal caldo al freddo repentinamente. Ma, soprattutto, non ci sono più gli alimenti “di una volta”, questo è certo, e molto probabilmente anche il nostro nutrimento di oggi domani sparirà.

Rispetto a trent’anni fa il vino è più alcolico. Il clima pazzo dell’estate 2014 ha compromesso le usuali raccolte di olive per la produzione dell’extravergine. Entro il 2050 l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera diminuirà i valori nutrizionali delle materie prime (quali ferro e zinco). La carne cambierà consistenza: i polli, per esempio, hanno una temperatura critica di 30°C, oltre, e con un alto tasso di umidità, non mangiano, non producono uova e la loro carne risulta meno soda, meno proteica, più grassa e quindi di qualità peggiore. Diminuirà la produzione di latte, che non sarà più l’alimento completo di cui tutti siamo a conoscenza. Il grano coltivato avrà sarà più basso e coi semi più piccoli: ciò toglierà forza alla farina con cui preparare la pasta, che con difficoltà potrà resistere all’acqua bollente in cui sarà cotta. Il pesce perderà elementi importanti come carbonio, azoto e fosforo.

Il quadro non è certo rassicurante. E non possiamo valutare come troppo lontana la data del 2050 per iniziare a preoccuparcene. Questo è il momento per trovare una soluzione. Che potrebbe risiedere nel cercare di introdurre un tipo di alimentazione alternativa (abbiamo già parlato della carne intesa come insetti e dei vegetali intesi come semi e germogli e bacche) adatta a fortificare quella preesistente. Oppure nel creare atmosfere modificate (con un controllo completo di aria e luce e nutrimento) per coltivare su balconi o in orti domestici vegetali o per allevare in cortile animali di piccola taglia.

…forse davvero riusciremo a recuperare il gusto degli alimenti di decenni addietro??

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