Immigrazione: 369 a Pozzallo su nave Medici senza frontiere

Arrivati su portacontainer maltese Zeran, Procura apre inchiesta

Centinaia di migranti soccorsi sbarcano sulle coste della Sicilia ma si teme un nuovo dramma e secondo i racconti fatti dai sopravvissuti a Save the children, a decine potrebbero essere morti nel canale di Sicilia.

Quasi 200 a Catania, 5 i morti – La nave portacontainer ‘Zeran’ con a bordo 194 migranti, tra cui due minorenni e 18 donne,  è arrivata la notte scorsa a Catania, dopo averli soccorsi in mare. A bordo anche i corpi di cinque extracomunitari che sono tra le vittime di naufragi dei giorni scorsi. Sul posto è presente la Caritas diocesana che sta distribuendo cibo, bevande e vestiti. Indagini sono state avviate dalla polizia di Stato. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. Secondo Save the children sarebbero una quarantina i morti annegati nel canale a causa di un incidente. Diversi sopravvissuti, arrivati a Catania con il portacontainer Zeran, hanno infatti riferito all’associazione umanitaria che ci sarebbe stato un incidente su un gommone poco prima dell’operazione di salvataggio e in molti sarebbero caduti in acqua. I 194 migranti sbarcati a Catania dal mercantile maltese erano su due gommoni che sono stati soccorsi in tempi diversi. Su uno, hanno riferito sopravvissuti a Save the Children, c’erano 105 persone che si sono tutte salvate. Sull’altro 197, compresi cinque extracomunitari morti durante il viaggio, che “ha avuto un’incidente, prima dell’intervento dei soccorritori”. “Ci sarebbe stata un’esplosione o il gommone si è sgonfiato, certo è che ha avuto problemi – riferisce Giovanna Di Benedetto di Save the Children basandosi sui racconti dei superstiti – e alcune decine di persone sarebbero cadute in mare. Secondo una prima stima, tutta verificare, si parla di oltre 40 morti”.

Quasi 400 abarcati a Pozzallo – E’ arrivata a Pozzallo la Phoenix, la nave gestita in collaborazione da Medici senza frontiere e dall’organizzazione privata Moas per effettuare attività di ricerca e soccorso in mare. A bordo ci sono 369 migranti che erano tentavano la traversata del Mediterraneo dalla Libia all’Europa. Altre 104 persone erano state precedentemente salvate con l’aiuto dell’equipaggio della Phoenix e trasferite su una nave commerciale. Quasi cento i casi di scabbia segnalati dai sanitari, mentre una bambina con febbre è stata portata in ospedale insieme a 8 donne in gravidanza e 4 uomini.

Appello del sindaco –  Nel 2014 sono arrivati quasi 30mila immigrati a Pozzallo (Ragusa) e se gli sbarchi continuano con questo ritmo nel 2015 la cifra è destinata a raddoppiare: “il Governo e gli altri sindaci ci devono aiutare”. L’appello lo lancia il sindaco della città siciliana Luigi Ammatuna, in audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato che ha avviato un’indagine conoscitiva sull’immigrazione. “Non abbiamo tempo – lamenta il sindaco – di tirare il fiato che subito arriva un’altra nave con migranti. Ci siamo distinti per accoglienza e solidarietà che però la città paga cara: siamo un centro turistico e registriamo un calo di presenze non indifferente: la gente pensa che ci sono i migranti che girano per le strade e che davanti alle nostre spiagge galleggiano i morti. Ho chiesto al ministro Alfano una compensazione per rilanciare la città: ma sono passati due anni e non ho ricevuto un euro, mentre Lampedusa ha avuto 20 milioni di euro”. “Abbiamo – prosegue Ammatuno – difficoltà a costruire tombe. Ci sono solo 15 loculi da destinare ai concittadini; se arrivano 20 cadaveri non saremmo in grado di tumularli. Inoltre – aggiunge – abbiamo serie difficoltà per la gestione dei minori non accompagnati. Serve – auspica il sindaco – responsabilità da parte del Governo, ma anche dei sindaci di tutta Italia per contribuire all’accoglienza. Non possiamo fare arrivare tutti a Pozzallo, servono destinazioni diverse, possono arrivare anche a Napoli, Brindisi, Genova, Gioia Tauro. Occorre cercare di distribuirli per fare accoglienza nel modo giusto, invece così siamo sotto stress tutto il giorno”. “Io – conclude – voglio fare accoglienza, sono persone che scappano da miserie, fame e guerra, ma vogliamo essere aiutati. A chi vuole respingere i migranti dico di assistere ad uno sbarco e guardare negli occhi queste mamme con bimbi di pochi mesi in braccio, questi uomini e questi ragazzi con i volti bruciati dal sole e stanchi”.

A Palermo quasi 500 – È approdata al molo Puntone del porto di Palermo la nave Borsini della Marina militare con a bordo 483 migranti (e non 485 come era stato comunicato in un primo momento) di cui 91 donne 2 in gravidanza e 41 minori. I migranti sono di Ghana, Senegal, Somalia, Eritrea e Nigeria. Al termine delle operazioni di accoglienza in banchina, coordinate dalla Prefettura di Palermo, i profughi saranno trasferiti verso diversi centri di accoglienza.

Si chiama Gift, la bambina nata sul rimorchiatore Asso 29 e arrivata a Pozzallo ieri mattina insieme alla madre di origine nigeriana. Madre e neonata sono ricoverate nell’ospedale Maggiore di Modica e oggi hanno ricevuto la visita del direttore generale dell’Asp 7, Maurizio Aricò. La bambina pesa 3,3 chili. La mamma Stefany ha voluto chiamarla Gift, che in inglese significa dono, proprio per il regalo che ha ricevuto nella traversata dalla Libia alla Sicilia.

Ieri ad Augusta (Siracusa), erano sbarcati quasi 700 migranti. In 150 sono stati messi in isolamento per casi sospetti di varicella e scabbia.

fonte ansa

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