screenshot.254[1]

Gent. Direttore,

allarma e indigna moltissimo l’articolo comparso sulla Gazzetta di Parma del 23 aprile u.s. che denuncia l’ennesimo scandalo in campo sanitario emerso nel corso di un convegno dal titolo “Sanità e territorio, le forme dell’innovazione” promosso da Proges, una nota e grossa impresa cooperativa molto interessata al business sociale e sanitario. Questa la notizia: ci sarebbero mediamente 65 persone, in prevalenza anziani, ricoverate presso il Maggiore per motivi di carattere esclusivamente sociale. Insomma l’ennesima truffa, dopo quella dei “falsi invalidi” ora quella dei “falsi malati”, cittadini irresponsabili che soggiornano gratis nelle nostre corsie a spese dei contribuenti.

Presumo che la notizia e i numeri siano stati forniti personalmente dal direttore generale dell’A.Osp dott. Massimo Fabi. La foto lo ritrae molto sorridente al fianco del presidente Proges anche lui molto sorridente. Consiglio al dott. Fabi, per correttezza, se ancora non lo avesse fatto, di informare immediatamente di questo scandalo la Conferenza sanitaria provinciale presieduta da alcuni mesi dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti, l’Autorità giudiziaria che potrà aprire un apposito fascicolo, l’assessore regionale Sergio Venturi, il presidente Stefano Bonaccini e infine il ministro al Welfare Giuliano Poletti (si, lui, quello fotografato nel 2010, quando era ancora presidente di Legacoop, a tavola con il Salvatore Buzzi presidente della Coop 29 giugno, quella dell’inchiesta Mafia Capitale).

Perché finalmente abbiamo capito ciò che sta portando al collasso il nostro servizio sanitario nazionale, non i tagli forsennati delle spending review (- 2,5 miliardi nella manovra finanziaria 2015), non il blocco degli organici e degli stipendi, non i demansionamenti e la precarizzazione del lavoro sanitario medico e infermieristico, non la corruzione , quella documentata dal “Libro bianco sulla corruzione in sanità” pubblicato da ISPE nel 2014, ma appunto questa frangia di cittadini anziani ricoverati a sbafo nelle nostre corsie, che allo scadere fatidico e burocratico del DRG da malati vengono trasformati in sani ma che continuano a occupare quel posto letto, ignorando per altro che a domicilio ci sono, pronte ad accoglierli le Case della Salute di 1°, 2°e 3° livello, l’ADI (Assistenza domiciliare integrata) e ovviamente l’esercito del badantato.

E dunque, per tornare al convegno, l’innovazione consisterebbe in questo: derubricare le persone da malate a sane e affidarle, se proprio ne hanno bisogno, alle amorevoli cure del “sociale”, a loro spese in tutto o in parte, senza più tutele, senza diritti costituzionalmente garantiti, a domicilio con le badanti oppure nelle Case protette ormai in via di totale esternalizzazione e privatizzazione e in prospettiva in queste nuove strutture, gli ospedali di comunità per la cui gestione e magari anche per la costruzione, purchè in project financing, si offrono generosamente le grosse imprese cooperative, così dette sociali e ora anche sanitarie.

Resto in attesa di smentite, di puntualizzazioni, di precisazioni. Ma il quadro purtroppo è questo, ed è molto grave vedere come proprio la Regione Emilia Romagna a guida PD si ponga alla testa dei processi di smantellamento del Servizio sanitario nazionale, per promuovere esternalizzazioni, privatizzazioni, sanità integrativa quella voluta dalla lobby delle compagnie assicurative, Unipol in testa. E non meraviglia se i primi ad esserne vittime sono proprio gli anziani ormai considerati un rischio dall’Europa delle banche e dall’Italia della Fornero.

Dunque a me sembra che non ci sia nulla da ridere.

lettera firmata

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: