INPS: 96% PENSIONI FERROVIERI SUPERIORI A CONTRIBUTI

Il leader di Sc e sottosegretario all’Economia Zanetti: restituzione ma non a tutti, esecutivo lo dica. Ue: governo non comprometta il Patto. Padoan: nessuna manovra

Gli occhi dell’Europa puntati addosso, il ministro dell’EconomiaPadoan dice che il governo rispetterà le regole e garantisce: ‘Non è prevista alcuna manovra’. Ma il leader di Sc e sottosegretario all’Economia Zanetti avverte: ‘Restituzione ma non a tutti, l’Esecutivo lo dica’. E la Uil rincara: ‘Si restituisca il maltolto’. Infine i consumatori insistono: ‘Inps applichi la sentenza della Consulta‘. E in serata la precisazione di Palazzo Chigi: ‘Le indiscrezioni e ricostruzioni riportate da alcuni organi di informazione non riflettono , dunque, gli orientamenti dell’Esecutivo’. Sul tema delle pensioni , il governo si è espresso oggi attraverso le parole del ministro Pier Carlo Padoan.

E i giuristi spiegano: sentenza autoapplicativa, non serve ricorso. La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni e il blocco delle indicizzazioni, senza l’introduzione di eventuali interventi del governo, vale di per sé erga omnes ed è immediatamente applicativa: tecnicamente non serve un ricorso, anche se questa può essere una via per sollecitare il rimborso. E’ quanto spiegano sia fonti vicine alla Corte sia alcuni giuristi

Padoan, soluzione in rispetto Corte e conti – “Stiamo pensando intensamente sia agli aspetti istituzionali che di finanza pubblica”. Il ministro Pier Carlo Padoan risponde così a chi gli chiede se si stia valutando di limitare la platea dei rimborsi dopo la sentenza della Consulta sulle pensioni. “Pensiamo a misure che minimizzino l’impatto sui conti pubblici, nel pieno rispetto della Corte”.

Zanetti, escludo restituzione a tutti  -“Escludo che sia possibile restituire a tutti l’indicizzazione delle pensioni, per quelle più alte sarebbe immorale e il governo deve dirlo forte. Occorre farlo per le fasce più basse”. Così il leader di Sc e sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, sottolineando come come però questa sia “una opinione espressa a titolo personale”.

Fonti Ue, Governo non comprometta Patto – Bruxelles “aspetta la decisione del Governo su come attuare la sentenza della Consulta e ne valuterà l’impatto sui conti”, ma “questo non deve compromettere l’impegno italiano a rispettare le regole del Patto”: così fonti Ue, precisando che “la sostenibilità dei conti deve restare una priorità anche alla luce dell’alta spesa pensionistica”.

Barbagallo, Governo restituisca il maltolto – Dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco della rivalutazione per le pensioni oltre tre volte il minimo per il 2012 e 2013 il Governo deve “restituire il maltolto ai pensionati. E’ un maltolto perché hanno fatto cassa con i pensionati e i pensionandi con una legge che è incostituzionale”. Lo ha detto a Bologna il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “Adesso devono restituire i soldi e avremo un po’ più di poter di acquisto per i pensionati – ha aggiunto – così come occorre dare potere d’acquisto ai lavoratori, attraverso il rinnovo dei contratti, a partire dal pubblico impiego”.

Uil, rimborsi da 2.540 euro per assegni 1.500 euro

Consumatori, Inps applichi sentenza Consulta  – La sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la norma della Legge Fornero sulla perequazione delle pensioni “va attuata dall’Inps” e la restituzione da parte dell’istituto deve essere “automatica”. Lo chiedono le organizzazioni dei consumatori Federconsumatori, Adusbef e Codacons. Il Codacons presenterà oggi una “formale diffida all’Inps affinché dia immediata esecuzione alla sentenza della Corte” e si dice pronto a denunciare per abuso di ufficio il premier Matteo Renzi e il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Per Federconsumatori e Adusbef, il Governo deve restituire “il ‘maltolto’ trovando i fondi necessari attraverso una serie determinata lotta agli abusi, agli sprechi, ai privilegi nonché all’evasione fiscale”.

I dubbi dei giuristi sulla sentenza

Padoan, niente manovra. Decreto per assegni più bassi
La sentenza della Corte Costituzionale sul mancato adeguamento delle pensioni non costerà all’Italia una manovra correttiva. Ad assicurarlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, pronto a smentire direttamente voci più o meno insistenti – anche all’interno della compagine governativa – sulla necessità di un aggiustamento dei conti pubblici per far fronte ai nuovi esborsi. Se non sarà una manovra, sul tavolo del governo dovrebbe arrivare a breve un decreto ad hoc che indichi una soluzione per rispettare a pieno la sentenza della Consulta, minimizzando però allo stesso tempo, ha puntualizzato il ministro, l’impatto sul bilancio. L’esecutivo è impegnato al massimo in queste ore a cercare innanzitutto di limitare la platea dei beneficiari dei rimborsi ai pensionati con assegni più bassi, escludendo per esempio quelli sopra 5 o 6 volte il minimo. L’idea di introdurre delle soglie, hanno evidenziato e continuano ad evidenziare a più riprese dal governo, deriva del resto dalle stesse motivazioni della Corte, che ha indicato nel rispetto dell’ “equità” il principio base a cui ispirare la legislazione in materia previdenziale. Partendo da una definizione più stringente della platea si potrebbe dunque già ottenere un risparmio rispetto alle cifre monstre circolate in questi giorni ed arrivate fino ai 16 miliardi di euro di buco calcolati dal Nens.

I numeri più plausibili parlano di circa 8-9 miliardi, ma prima di avere cifre ufficiali sul tavolo bisognerà attendere di capire quale sarà la soluzione politica scelta dal governo. Oltre alla platea, il Tesoro sta infatti ancora cercando di definire quanti debbano essere gli arretrati da pagare (se cioè l’adeguamento debba essere al 100% o debba prevedere un decalage a seconda dell’ammontare della pensione) e quali possano essere le modalità per l’adeguamento, ovvero se corrisponderlo in un’unica soluzione o se optare per una rateizzazione spalmata su tre o cinque anni. “Stiamo lavorando e quanto prima definiremo un quadro quantitativo”, ha chiarito Padoan, garantendo davanti al Parlamento, nel giorno in cui l’Europa ha diffuso le nuove stime di primavera, che “le regole saranno rispettate”. Per ora la Commissione non ha preso posizione, lasciando all’Italia la piena competenza in materia, ma l’effetto sui conti pubblici non sarà indifferente a Roma come a Bruxelles.

La Ue ha confermato infatti un aumento del debito per quest’anno, con un calo solo a partire dal 2016 che ora potrebbe essere rimesso in discussione. A seconda di quale saranno le scelte per trovare a breve la copertura necessaria, la partita potrebbe riaprirsi anche sul deficit, sia per lo scorso anno, chiuso sul filo del 3%, che per il 2015. Con un indebitamento tendenziale al 2,5% e un programmatico al 2,6%, di margini teorici ce ne sarebbero, ma le risorse andrebbero comunque trovate subito, utilizzando magari qualche posta già in bilancio e dirottando temporaneamente fondi impiegati altrove sulla nuova emergenza. Entrate non indifferenti arriverebbero anche se, come suggerito dal sottosegretario all’Economia e leader di Scelta Civica Enrico Zanetti, si riconsiderassero i trattamenti pensionistici più alti basati sul calcolo retributivo in base ad una nuova base contributiva. L’ipotesi sembra non dispiacere neanche ad una parte del Pd (ad accennarla è stato anche Filippo Taddei) e consentirebbe risparmi consistenti per far fronte a quello che sarà ormai un aumento strutturale della spesa pensionistica.

 fonte ansa

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