UE: MOSCOVICI, FINALMENTE LA RIPRESA CON IL VENTO IN POPPA

Ue, sei raccomandazioni a Italia: ‘Bene target, ma avanti con riforme’

Il governo ha ”l’intenzione di presentare a breve una soluzione rispettosa del dettato della Consulta e in linea con gli obiettivi di bilancio indicati nel Def” sul problema dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione, sorte dalla sentenza della Corte Costituzionale. Così il Mef nel commentare le raccomandazione della Commissione Ue.

La Commissione europea sostiene l’agenda di riforme del Governo, vuole che procedano spedite e per questo concede all’Italia lo ‘sconto’ sugli sforzi di bilancio 2016, come lo stesso Governo aveva chiesto per avere più libertà di manovra. Ma la flessibilità concessa non è un assegno in bianco: Bruxelles conosce le difficoltà italiane di attuazione dei provvedimenti perciò monitorerà il loro percorso passo dopo passo. E si riserva di valutare con un rapporto ‘ad hoc’ sul debito l’impatto della questione pensioni che, in attesa di quantificazione, per ora non altera il giudizio Ue sui conti emesso a febbraio. Per rendere il monitoraggio sulle riforme più concreto, per la prima volta Bruxelles fissa anche delle scadenze: entro fine settembre vuole vedere i decreti attuativi della delega fiscale e per fine anno le misure per rafforzare le banche. Le raccomandazioni economiche pubblicate oggi dalla Commissione confermano la fiducia nell’Italia. Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis riconosce “la forte volontà politica delle autorità di portare avanti un’ambiziosa agenda di riforme”, e spiega che “le raccomandazioni di oggi la sostengono”. Misure “importanti” sono già state prese, “ma restano ancora debolezze”. Per questo Bruxelles, che vuole aiutare il Governo, considera “accettabile” la richiesta di ridurre l’aggiustamento a 0,1% nel 2016 (invece di 0,5%). Ma “monitorerà l’attuazione puntuale delle riforme”, avverte Dombrovskis perché, se dovesse frenare, anche la flessibilità potrebbe essere revocata.

Soprattutto in un contesto dove per il 2016 “le previsioni Ue mostrano un deterioramento di 0,2% del saldo strutturale a causa del quale c’è il rischio di deviare” dai target e quindi di dove prendere “misure aggiuntive”, scrive la Commissione. Per ora la questione delle pensioni non pesa sul giudizio Ue sui conti (in particolare sul debito, la più grande debolezza italiana). Bruxelles vuole prima conoscere i ‘rimedi’ del Governo e, se non fossero convincenti, potrebbe preparare un nuovo rapporto ‘126.3’, già steso a febbraio, che descriverà le conseguenze sul bilancio e potrebbe rimettere in discussione anche la flessibilità. Ma “al momento il rischio della pubblicazione di un rapporto è sventato”, ha rassicurato il commissario Pierre Moscovici. Bruxelles invita comunque ad accelerare le privatizzazioni, utili per ridurre il debito, visto che nel 2014 ha mancato il target di 0,7% realizzando solo lo 0,2%. Le raccomandazioni toccano tutte le aree più deboli. Sul fronte riforme la Ue invita ad adottare la legislazione pendente per la modernizzazione della p.a. e il piano strategico per porti e logistica. Chiede di ridurre i tempi della giustizia civile e di garantire che l’Agenzia per la coesione sia pienamente operativa per migliorare la gestione dei fondi Ue. Vuole misure “vincolanti entro fine 2015 per affrontare le restanti debolezze nella governance” delle banche, in particolare il ruolo delle fondazioni e misure per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati. Ricorda che l’attuazione del ‘Jobs Act’ dipende dall’adozione dei decreti attuativi, come quello che chiarisce l’uso della cassa integrazione. E per combattere la disoccupazione giovanile, invita ad adottare la riforma della scuola.

fonte ansa

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