Matteo-Renzi-Premier

di MARCELLO VALENTINO – Sapete cos’è la pubblicità legale? E’ quella pubblicità che viene fatta su tutti i quotidiani sia nazionali che locali per pubblicizzare le gare di appalto, or dunque, questa pubblicità che costa alle casse dello Stato annualmente la bellezza di 120 milioni di euro era stata annullata e strombazzata a gran voce dal governo Renzi come risparmio a vantaggio degli italiani, ma a danno degli editori dei quotidiani, una montagna di soldi che non sarebbero più arrivati e che aveva fatto arricciare il naso e non solo quello a tutti gli editori di quotidiani, sia di destra che di sinistra, che dir si voglia. Poi con un gran lavorio sottotraccia e in maniera come al solito estremamente silenziosa e certamente con un patto segreto di dolce benevolenza nei confronti del governo Renzi (cioè tu dai una cosa a me, io do una cosa a te e con una furbata all’italiana è stata reinserita con due righe nell’ultima legge delega). Un gran bel regalo agli editori asfittici, un bel 120 milioni di euro che si erano volatilizzati dalla porta ma che sono rientrati dalla finestra, un accordicchio da niente ma che fa tutti contenti, gli editori che ringraziano, ma che in cambio promettono grande indulgenza per un anno al governo Renzi  con il loro comportamento pressoché neutrale se non addirittura di asservimento, dipende dai casi e che casi. Tutto apposto come al solito, pagano gli italiani, ma perché pagano gli italiani? Semplice, perché questi soldi escono dalle tasche di chi si aggiudica gli appalti, ma sono stati naturalmente caricati sui costi degli appalti stessi, quindi sulle spalle di tutti noi, capito mi hai?

Renzi a suo tempo aveva minacciato  tutti gli editori di togliere questa prebenda di 120 milioni di euro, una boccata d’ossigeno indispensabile per tutti i quotidiani ormai morenti. Vi potete bene immaginare che razza di sberla per tutti i gruppi editoriali. Dovete sapere che la pubblicità legale si paga a listino pieno, cioè senza neanche un centesimo di sconto, quindi è manna da cielo per tutti gli editori, se poi pensate ai grandi gruppi editoriali che accorpano vari quotidiani, immaginatevi il danno. Allora, detto fatto, il dado è tratto, ma mi raccomando: silenzio e tenete alta la considerazione sul  governo, tanto gli italiani sono stra-abituati a prenderselo nell’ano. Tutto bene quel che finisce bene, contenti gli editori, contento Renzi e il suo governo, contenti anche i giornalisti? Quei pochi, pochissimi ancora esistenti, non succubi del loro editore, ma ormai si sa, son tutti servi e con la crisi che c’è: il posto di lavoro prima di tutto. D’altronde si sa, farà un po’ male ma meglio soffrire un po’ piutosto. E per quello che gli italiani si aspettano, cioè una stampa non asservita, libera e indipendente, aspetta e spera, ecco il motivo principale per cui la carta stampata sta morendo, di giornali se ne vendono e stampano sempre meno, le redazioni si spogliano e sempre meno giornalisti fanno veramente il loro mestiere. Insomma, la moria è prossima a venire e allora tanto vale essere servili  e prendere quel che passa il convento. Evviva la libertà di stampa, viva il regime!

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