download

Uno dei concetti su cui ci siamo sempre soffermati parlando di cibo è la convivialità, ovvero il piacere di stare a tavola e dividere il pasto con una o più persone, conversando di alimentazione, di fatti personali e di impegni di lavoro. Pensate un attimo a quante volte avete detto “andiamo a prenderci un caffè o un aperitivo” a qualcuno che avevate appena conosciuto, a quanto vi è battuto il cuore quando siete stati invitati a cena da chi vi piaceva, a tutte le colazioni consumate con la famiglia, alle pizzate di fine corso della palestra…sono innumerevoli, nella vita di una persona, le occasioni in cui condividere il cibo diventa un modo per condividere l’affetto.

A Roma è stato anche inaugurato un locale per condividere tutto ciò con gli animali: seguendo la moda internazionale, il Cat Cafè permette di trascorrere un po’ di tempo fuori casa portando con sé il proprio animale domestico, che può scorrazzare tranquillamente per il locale e avere anche lui un momento di relax coi suoi simili, mentre i padroncini possono gustare specialità locali (anche in versione vegan).

Chi invece preferisce consumare i pasti a casa può offrire alla propria famiglia un momento unico e particolare. Uno studio del Consejo Escolar de Estado (i cui risultati sono anche stati condivisi dall’Università dell’Oklahoma) ha dimostrato che dividere il pasto tutti assieme aiuta i bambini a migliorare il proprio rendimento scolastico: è infatti l’occasione perfetta per chiacchierare riguardo l’andamento della propria giornata, condividendo progetti e risultati.

Negli ultimi anni abbiamo però imparato a dividere non solo il tavolo, ma anche la cucina. Sono stati gli chef, come sempre per primi, ad indicarci la strada, insegnandoci la parola “show cooking”: una dimostrazione di gastronomia che consiste nel preparare una o più ricette davanti ad un pubblico. Dopo di loro sui fornelli si sono avvicendati molti appassionati del settore, in cerca di notorietà o semplicemente per far conoscere un’idea, come per esempio i bambini e/o le mamme che cucinano insieme per migliorare la situazione delle mense scolastiche.

Gli chef hanno però preso troppo alla lettera il concetto di convivialità, almeno così succede a quelli super stellati: i loro menu degustazione in genere comprendono da sei a otto portate (ma possono anche aumentare inserendo gli amuse-bouche, ovvero “gli assaggini”), aumentando così la durata del pasto in termini di ore.

Ricordiamoci però che sono sempre i clienti a decidere. Siamo noi che stabiliamo quale grado di convivialità, e quindi che tipo di rapporto, stabilire con chi sta dividendo il tavolo con noi. Perciò non solo è importante scegliere bene il menu, ma anche, e soprattutto, gli ospiti!

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: