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Tutto da rifare, o quasi. E il tempo passa e la crisi diventa ogni giorno più profonda. Anche ieri è terminato con un nuovo nulla di fatto l’Eurogruppo che aveva sul tavolo la crisi greca.
A questo punto sarà necessaria una nuova riunione domani, per cercare di sbloccare la situazione. I ministri delle finanze della zona euro hanno inviato un comunicato ufficiale alla Grecia nel quale si invita Atene «ad accettare la proposta delle istituzioni», cioè della commissione Ue-Bce-Fmi. Una pressione che si somma a quella del cancelliere tedesco Angela Merkel, che da giorni invoca a sua volta un accordo entro la riapertura dei mercati di lunedì prossimo. Le trattative in queste ore sono febbrili con l’intesa in bilico e le Borse nervose. La fumata nera di ieri era stata preparata dallo scetticismo sulle trattative tra la Grecia e i creditori internazionali: «C’è una grande differenza tra le posizioni. Non abbiamo fatto progressi e i greci si sono mossi all’indietro invece di fare passi avanti», ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, al suo arrivo per il summit finanziario. Nonostante il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, si fosse definito «ottimista fino all’ultimo», il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, era entrato alla riunione glaciale: «Non ci sono ancora abbastanza progressi». L’accordo non si è trovato sul piano di Atene per ottenere il prestito da 7,2 miliardi che consentirebbe al Paese ellenico di pagare i propri debiti con i creditori internazionali. A quanto si è saputo, Commissione Ue, Bce e Fondo monetario hannno chiesto altro tempo e altra documentazione per decidere se accogliere o meno le proposte presentate dal governo Tsipras, che continua a dirsi ottimista: «Dopo la proposta onnicompresiva della Grecia, sono fiducioso che raggiungeremo un compromesso che aiuterà l’eurozona e la Grecia a superare la crisi», ha detto il premier greco, aggiungendo: «La nostra proposta è una buona base» e, dopotutto, «la storia europea è piena di disaccordi, negoziati e poi compromessi». «I tempi sono più lunghi», ha commentato Matteo Renzi e il quadro resta delicato mentre martedì 30 la Grecia sarà chiamata a rimborsare 1,6 miliardi al Fmi. Una scadenza sempre più vicina, il cui mancato rispetto rischia di spedire Atene fuori dalla moneta unica. La parola, l’ultimissima, all’Eurogruppo di domani.

fonte leggo

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