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Ci sono stati momenti di tensione e due fermi per resistenza

Ore 7.30, pineta dei Balzi Rossi, qualche centinaio di metri dal confine italo-francese di Ponte san Ludovico, a Ventimiglia. Con un blitz congiunto polizia e carabinieri sgomberano i migranti che da quattro giorni dormono sotto il ponte della ferrovia, nella pineta. Donne, bambini, ragazzi. Qualcuno fa resistenza passiva, altri si ribellano, tutti – una cinquantina – vengono portati via con il pullman della Croce rossa che, alla fine di una giornata terribile, si dissocerà da quanto successo. Alla fine ci saranno contusi e feriti tra migrati e forze dell’ordine e due arresti per resistenza a pubblico ufficiale e resterà uno stato di tensione che nei giorni passati, pur con tutti i problemi del mondo, non era mai stata avvertito.

I migranti sono stati trasferiti alla stazione ferroviaria di Ventimiglia dove ci sono strutture messe a disposizione da Rfi e dal Comune. Ufficialmente il blitz si è reso indispensabile perché le condizioni igieniche sanitarie di quell’area si erano fatte insostenibili. Ma le immagini dei migranti costretti a terra e portati via di peso, le mani sul viso e attorno al collo non verranno dimenticate. Così come non verrà dimenticato questo blitz che, quando scende la sera su Ponte san Ludovico, tutti temono che si ripeta. Lo temono i migranti che non abbandonano gli scogli e che oggi sono stati in un certo modo ‘confinati’ tra muretto e mare da una barriera di transenne che è diventata per loro invalicabile, “un provvedimento che sembra essere illegale e senza fondamento giuridico”, dicono gli avvocati dell’Asgi, impegnati in questi giorni nei centri di accoglienza siciliani. La polizia ha iniziato a sorvegliare i sentieri che dalla frontiera di Ponte San Luigi scendono fino a Ponte San Ludovico per evitare che le quotidiane riammissioni dalla Francia – 70 al giorno – vadano a alimentare il popolo della scogliera. Collocati anche i posti di blocco sull’Aurelia per evitare che i profughi portati a Ventimiglia preferiscano tornare vicino alla frontiera.

E’ così, con uno stato di tensione latente, che si affronta una lunga notte. Dopo il blitz, una calma apparente ha ammantato il popolo degli scogli che ha visto sfilare ancora la grande solidarietà di italiani e francesi fatta di cibo, vestiti, canzoni e colori. Anche una grande vela, un fiocco, donato da chissà chi per fare ombra, e ombrelloni colorati e semplici ombrelli. Domani sera la luna nuova porterà con sé il mese di Ramadan e il sole cocente toccherà anche i fedeli musulmani che di giorno non potranno mangiare né bere: sono già stremati dai giorni passati sul mare, e il mese del digiuno comandato dal Corano diventa una preoccupazione grande, tanto che in serata la Croce rossa italiana e francese ha tenuto à una riunione per decidere il da farsi. I mediatori culturali, entrambi musulmani, rallenteranno la loro preziosissima opera per seguire le regole del digiuno. Le ambulanze raddoppieranno la loro presenza. Ci saranno anche i medecins du monde, i medici volontari che già hanno prestato la loro opera nei primi giorni della scogliera. E’ sera a Ponte san Ludovico. Poliziotti e carabinieri da una parte della linea di confine e gendarmerie e police nationale dall’altra avvicendano i propri uomini. I migranti si preparano a affrontare la loro quinta notte sugli scogli con il mare a muggire a pochi metri da loro. E in molti si chiedono se questa sarà una notte tranquilla.

Piano Ue, avanti su quote migranti ma deciderà vertice. Alfano, ok ripartizioni vincolanti
Cinque ore, tanto è durato il dibattito sul meccanismo d’urgenza obbligatorio di ripartizione su scala europea di 40mila richiedenti asilo (24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia, eritrei e siriani, in due anni) al consiglio Affari interni Ue a Lussemburgo. “Un confronto in cui sono emerse divergenze di opinioni”, richieste di correzioni e sottolineature, come evidenzia il ministro dell’Interno della presidenza lettone Rihards Kozlovskis, ma che porta il commissario europeo Dimitris Avramopoulos a parlare di un primo “successo”, un “passo nelle giusta direzione”; e il capo del Viminale Angelino Alfano di “un buon clima”, in cui si sono ottenute “cose molto positive” e “aperture significative”.Eviteremo altre Ventimiglia’

Mattarella: ‘L’accoglienza è difficile, complessa e necessaria. Occorre solidarietà ed intelligenza. Sono cose di cui il nostro Paese è capace di fare uso’

“La scena di Ventimiglia è un pugno in faccia all’Europa ed è la prova che i migranti che non vengono in Italia per stare in Italia, ma per andare in Europa”, ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, al suo arrivo al consiglio Ue. “E’ esattamente dalla scena di Ventimiglia che tutti devono trarre insegnamento – afferma -. Credo che quella scena sia davvero un pugno negli occhi di chi non vuol vedere”.

IL MALEDETTO ACCORDO DI DUBLINO – “A Ventimiglia – afferma il prefetto Mario Morcone capo dipartimento per l’immigrazione del Ministero dell’Interno – bisogna convincere con fatica e pazienza i migranti che non possono andare in Francia perché un accordo maledetto come quello di Dublino non lo permette. C’è tensione a Ventimiglia, al confine con la Francia, ma tutto è frutto di un clima che ha risentito di un’enfatizzazione delle paure. Dobbiamo riportare un pò di serenità rispetto ad una migrazione straordinaria”.  Secondo Mortone “c’è un problema di Paesi europei: una difficoltà – ha aggiunto – nel far maturare una politica comune dell’immigrazione che sarebbe un passo ulteriore verso la casa comune”. “Questo è un tema sul quale si fa molta fatica – sottolinea Morcone – speriamo oggi che il ministro Alfano riesca a portare a casa un buon risultato”.

fonte ansa

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