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Dopo gli attacchi di venerdì sulla spiagge di Sousse, saranno dichiarate «zone militari chiuse» le aree montuose che potrebbero dare rifugio ai terroristi

Pattuglie armate all’esterno e all’interno dei resort per proteggere i turisti: è una delle misure di sicurezza decise domenica pomeriggio dal Consiglio nazionale di Sicurezza tunisino che si è riunito, presieduto dal capo dello stato Beji Caid Essebsi. Il Consiglio, come già annunciato dal capo del governo Habib Essid, proporrà nuove misure anti terrorismo dopo l’attacco di venerdì a Sousse. In precedenza, il premier tunisino Habib Essid aveva annunciato una serie di provvedimenti che il suo governo intende prendere dopo l’attacco, costato la vita a 39 persone, di cui 34 turisti stranieri e cinque cittadini tunisini.

Le misure

Oltre alla conferma della chiusura, entro una settimana, di 80 moschee non controllate dallo stato e considerate fonti di propaganda eversiva e di incitamento alla violenza, viene annunciata l’apertura di un’inchiesta per «determinare le responsabilità» dell’attacco di Sousse. Saranno inoltre prese «le misure necessarie» contro «tutti i partiti e le associazioni che violano la costituzione». Verranno inoltre riviste le leggi sui finanziamenti alle associazioni con controllo statale. Sul piano militare, si farà ricorso ai riservisti per rafforzare le forze di sicurezza, e le zone montuose che possono servire come rifugio ai terroristi verranno dichiarate «zone militari chiuse». È stato poi annunciato un aumento delle operazioni di polizia, con irruzioni e perquisizioni volte a smantellare le cellule terroristiche in tutto il territorio. La sicurezza delle zone turistiche verrà ulteriormente elevata con l’istituzione di pattuglie armate all’esterno e all’interno dei resort. A settembre sarà organizzato un convegno nazionale sul terrorismo, e verrà istituito un sistema di incentivi finanziari per aiutare le forze dell’ordine a raccogliere informazioni contro le cellule terroristiche.

 

Città blindate

Il presidente tunisino Beji Caid Essebsi ha chiesto al primo ministro Habib Essid di adottare le misure eccezionali che ritiene opportune per lottare contro il terrorismo, in seguito alla strage nei resort di Sousse. Città turistiche, come la stessa Sousse, ma anche Hammamet, Monastir Sidi Bou Said o Cartagine, sono state controllate oggi da pattuglie delle forze speciali della polizia nazionale.

 

L’allerta del Foreign office: «Nuovi attacchi possibili»

Intanto le indagini si concentrano sul passato dell’attentatore, Seifeddine Rezgui, 23 anni. Gli investigatori hanno controllato il suo computer, da cui sono emerse prove di visite a forum del gruppo Stato islamico, e i suoi legami nella città di Kairauan, dove studiava, una delle roccaforti del movimento islamista Ansar al Sharia. Ma nuovi particolari si attendono nei prossimi giorni, dall’esame del suo cellulare, gettato in mare: domenica le autorità di Germania, Francia e Regno Unito hanno informato il governo tunisino di voler prendere parte alle indagini e vedere decisioni chiare in materia di sicurezza. «Martedì – ha spiegato la ministra del Turismo tunisina, Salma Loumi – riceveremo tutti gli ambasciatori per informarli delle misure di sicurezza adottate per proteggere i turisti». Intanto il Foreign Office britannico ha lanciato un allarme per possibili nuovi attacchi da parte di militanti islamici contro resort turistici in Tunisia.

fonte corriere

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