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Martedì ho partecipato in regione all’incontro convocato dall’assessore Gazzolo e dal Presidente Bonaccini, per illustrare ai Comuni che ospitano impianti di incenerimento ed alle province, i termini di quanto uscito negli ultimi giorni sulla stampa sull’accordo tra Regione ed i gestori (Iren ed Hera) e sulla possibilità di accogliere i rifiuti dalla Liguria.
Da Assessore Gazzolo e Presidente Bonaccini è stato comunicato quanto segue:

  • In relazione all’emergenza rifiuti della Liguria la giunta Bonaccini non aveva formalmente preso ancora accordi con la regione Liguria e le quantità trapelate dalla stampa (60-70mila tonnellate) sono state ridimensionate a 18.000 con un periodo di emergenza stabilito in 90 gg non prorogabile (200 tonnellate/giorno).
  • Sull’accordo preso con i gestori Iren ed Hera in relazione al decreto Sblocca Italia, a domanda specifica sugli impianti di Parma e Forlì, attualmente oggetto di richiesta di incremento di capacità, ci è stato confermato che, nel caso di Parma non verrà sfruttata la possibilità di incrementare a 195.000 tonnellate e che quindi si manterrà valida l’autorizzazione esistente che non permette di oltrepassare le 130.000 tonnellate.
  • Sul piano regionale adottato dalla precedente giunta il Presidente Bonaccini ha confermato che l’intenzione della giunta è quello di portarlo in assemblea entro l’anno con l’obiettivo di spegnere “qualche inceneritore” entro il 2020. Sulla legge regionale invece i tempi saranno più brevi e si conta di portarla in assemblea a settembre.

Da parte mia ho confermato apprezzamento per Legge regionale rifiuti con l’auspicio che venga portata in assemblea al più presto e che venga mantenuto il testo adottato dalla giunta, che permetterà a comuni virtuosi come lo è già ora Parma di ricevere notevoli incentivi economici a beneficio dei cittadini.
Ho ribadito invece le critiche al piano regionale che pone obiettivi poco ambiziosi di spegnimento impianti e chiesto di tenere conto osservazioni già presentate da comune di Parma che proponeva scenari alternativi possibili che ridurrebbero la necessità di ricorrere all’incenerimento per il trattamento del residuo.
Se solo gli altri comuni seguissero il percorso fatto da Parma negli ultimi 3 anni, al 2020 avremmo la possibilità di spegnere 7 impianti su 8.
Abbiamo ribadito inoltre che nel piano di dismissione la scelta sulla priorità degli impianti da spegnere deve tener conto della virtuosità dei territori in modo da responsabilizzare quelle province che tuttora sono ancora lontane dal raggiungimento degli obiettivi minimi di legge premiando appunto i territori che si fanno carico con lo spegnimento del proprio impianto.
Ho preso atto della riduzione dei quantitativi e dei limiti temporali dell’emergenza Liguria e ribadito le perplessità di un sistema regionale che non dà segnali di voler impegnarsi in una programmazione seria di riduzione del rifiuto residuo a smaltimento.
Ho anche ribadito la  posizione del Comune in base alla mozione votata all’unanimità dal consiglio comunale che impegna il gestore e gli enti a mantenere i limiti previsti per l’autorizzazione tuttora vigente che ci impedisce di ricevere rifiuti urbani e speciali originati al di fuori dell’ambito provinciale.
La Regione ha rimandato ad una fase successiva la verifica sulla destinazione dei rifiuti liguri incassando la disponibilità di altri territori a farsi carico di questa emergenza.


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