jyhbgfvc-1024x5521Nell’ambito di un’operazione denominata “Pista ciclabile” eseguita dai Nas e dai Carabinieri di Livorno una decina di ordinanze per reati di peculato, ricettazione, commercio di sostanze ad azione dopante e cessione di sostanze stupefacenti. Misura cautelare per l’ex pro (già squalificato fino al 2024) e per l’ex calciatore Bia

Nuovi guai giudiziari per Riccardo Riccò sottoposto all’obbligo di firma nell’ambito di un’indagine del Nas di Livorno. I carabinieri del nucleo antisofisticazioni con i colleghi dell’Arma territoriale di Livorno hanno eseguito una decina di ordinanze di custodia cautelare tra cui 5 arresti nei confronti di un’infermiera, un operatore socio sanitario, un ex ciclista professionista, un operaio e un faccendiere per reati di peculato, ricettazione, commercio di sostanze ad azione dopante e cessione di sostanze stupefacenti. Complessivamente sono 32 le persone coinvolte. I carabinieri hanno effettuato una trentina di perquisizioni che hanno permesso di sequestrare centinaia di capsule e compresse di sostanze dopanti per decine di migliaia di euro.
IN CARCERE — In carcere sono finiti due livornesi di 45 e 50 anni, un’infermiera, Cheti Lazzeri, per peculato, e un operatore socio sanitario dell’ospedale di Livorno, Fabrizio Boccolini, per peculato e commercio di sostanze dopanti. I due, secondo le indagini sottraevano indebitamente e reiteratamente farmaci dal reparto in cui lavoravano, ritenuta la base dell’approvvigionamento, per poi commercializzarli a pagamento attraverso una rete di giovani sportivi dilettanti.
CAPPÈ E BIA — Tra le persone coinvolte, a vario titolo, nelle indagini risultano anche l’ex ciclista Matteo Cappe’, ritenuto uno dei vari intermediari, che è stato posto ai domiciliari per ricettazione e commercio di sostanze dopanti. Tra gli indagati anche l’ex calciatore Giovanni Bia, accusato di ricettazione e uso di doping. Stesse accuse anche per un altro ex ciclista Luca Benedetti già squalificato a vita.
RICCÒ — Tra i nomi coinvolti nell’inchiesta anche quello dell’ex professionista Riccardo Riccò, squalificato per doping fino al 2024, per il quale è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A lui però il prvvedimento deve essere ancora notificato: sarebbe infatti all’estero.
L’INDAGINE — L’indagine, iniziata nel 2013 e condotta dai militari del Nas di Livorno, nella prima fase era stata coordinata dalla procura di Lucca e poi conclusa da quella di Livorno, era scaturita dal rinvenimento di farmaci ad azione dopante e siringhe e kit per infusione di endovenose ritenute di dubbia provenienza. Nel maggio del 2014 Riccò e Cappè furono colti in flagranza di reato mentre ritiravano confezioni di epoetina alfa (l’Eprex è il nome commerciale) e testosterone da un operatore sanitario della Asl 6 di Livorno, Fabrizio Boccolini, 48 anni, e da un commerciante, Antonio Catarsi, 50, entrambi livornesi, finiti ai domiciliari. Nelle successive perquisizioni nelle case dei due arrestati sono spuntate altre 100 confezioni per un valore di 15mila euro. Oggi il proseguimento dell’operazione frutto delle indagini conseguenti.
fonte gazzetta dello sport

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